Martedì 21 Maggio 2019

Mortara sommersa dalle polveri sottili, ecco i dati regionali. Soffritti spiega l’allarme: 140 tonnellate di polveri all’anno

La capitale morale della Lomellina ridotta come una Pompei del terzo millennio, sepolta ogni anno sotto 141 tonnellate di PM 10, le famigerate polveri sottili. Una vera montagna di polveri che provocano danni alla salute e che collocano Mortara al di sopra di Milano per questo comparto di inquinamento, e anzi accertano per Mortara un tasso di produzioni di polveri sottili pari a un decimo dell’intera Lombardia.

Un dato garantito e confermato addirittura dall’Agenzia per l’ambiente della Lombardia, l’Arpa, che ha ufficialmente garantito che questa è l’incredibile realtà che ogni giorno i cittadini di Mortara devono affrontare, respirando una massa enorme di polveri sottili.

Un dato, quello delle 141 tonnellate annue di PM 10 registrato nel 2014 che in un primo tempo era stato denunciato da Riccardo Orlandi, della Consulta ambientale di Parona poi contestato da Renato Soffritti, ambientalista da 25 anni sulle barricate per difendere la Lomellina dall’assalto delle sostanze inquinanti di ogni genere. 

Ma un dato che invece viene difeso e confermato dagli studiosi di Arpa, che così lanciano un vero allarme rosso sulla situazione ambientale della Lomellina, non solo presa d’assalto dai fanghi e dalle emissioni del traffico ma letteralmente sepolta sotto 140mila chili di polveri, una massa di milioni di metri cubi che invade l’aria della città e si deposita su tutto, dai cibi ai neonati.

“Un dato agghiacciante – commenta Renato Soffritti, ambientalista lomellino – basti pensare che solo due anni prima, nel 2012 le tonnellate erano 28. Già una cifra spaventosa, ma niente rispetto alle 141 tonnellate del 2014. Pensiamo che Parona, con tutte le sue industrie e il termodistruttore si ferma a 11 tonnellate di polveri sottili. E pensiamo che Mortara in questo comparto inquina più della metropoli milanese”. 

Una vera Pompei delle risaie che non vede nel cielo le ceneri del Vesuvio, ma tonnellate di polveri sottili, un nemico micidiale e invisibile. 

E come è possibile che a Mortara nessuno faccia nulla? Come è possibile che di fronte a questo allarme dell’agenzia regionale per l’ambiente il sindaco Marco Facchinotti non intervenga immediatamente, così come l’assessore regionale Silvia Piani o il parlamentare lomellino Marco Maggioni? Come è possibile che dopo il rogo doloso, cioè dopo l’incendio appiccato al deposito di rifiuti speciali della ditta Berté nessuno si sia accorto di nulla?

“Ora in Lomellina si deve fare qualcosa – incalza Renato Soffritti – peché si vuole deliberatamente distruggere un territorio. Io vivo a Parona, dove l’ex sindaco Silvano Colli aveva scelto di utilizzare economicamente quello che la politica vuole, cioè di trasformare nell’interesse dei paronesi le scelte imposte dalla politica. Altri personaggi politici che lo criticavano non hanno fatto nulla di diverso ma neppure hanno portato nulla a vantaggio dei cittadini”.

E il discorso della Lomellina – pattumiera lombarda non si ferma all’accoppiata Mortara – Parona, con i cittadini di questa zona che devono subire di tutto, dalle industrie inquinanti di Parona, con un record europeo di inquinamento pro capite, alla montagna delle polveri sottili che Mortara spara nel cielo e che ricadono sulle teste dei cittadini della zona. 

Non si ferma qui perché Renato Soffritti scoperchia anche il calderone del Clir, finito in mezzo a una battaglia tra gruppi politici, con defezioni in massa, dimissioni eccellenti e nuovi incarichi che hanno portato stupore. Se non perplessità.

“Il Clir- spiega Renato Soffritti – non mette nel bilancio gli introiti della raccolta differenziata. Un fatto assolutamente sorprendente. Perché basterebbe andare a vedere a due passi, a Novara, per vedere come la voce del recupero di materie riciclabili della raccolta differenziata sia una voce per nulla trascurabile nel bilancio di chi ha il compito di effettuarla. Ma allora cosa facciamo la differenziata a fare se non c’è un utile nel differenziare i rifiuti e trasformarli in risorsa? Mi chiedo come funzione in realtà la raccolta differenziata fatta dal Clir? Perché in giro c’è gente che comincia a chiedersi se davvero viene fatta la differenziata oppure se con qualche bacchetta magica tutto quello che la gente differenzia finisce nel termodistruttore. Non voglio nemmeno pensare che possa essere così”.

Ma nella Mortara in stile Pompei pare che le emergenze siamo molto numerose e che certi silenzi rischino di trasformarsi in complicità.


Luca Degrandi © Riproduzione riservata