Lunedì 08 Agosto 2022

Mortara: operazione della Guardia di Finanza, scoperto trafficante di oggetti di moda contraffatti Nel blitz coinvolte 24 province

Anche Mortara faceva parte del crocevia della “finta alta moda”, dei prodotti griffati che vengono contraffatti, principalmente indumenti e borse, destinati ai venditori abusivi sulle spiagge della Liguria e di altre piazze italiane. 

E così Mortara è finita tra gli obiettivi della Guardia di finanza, che ieri ha portato a termine ben cento perquisizioni in tutta la Penisola. Tra i 73 identificati, uno di loro aveva il suo deposito proprio qui, nella centralissima via Cairoli, dove aveva nascosto ben 7mila articoli contraffatti. E dove, a quanto pare, nessuno si era neppure accorto di nulla.

Ma ci hanno pensato sei agenti della Guardia di finanza del comando provinciale di Genova, con due vetture, intervenuti nella prima mattinata di ieri, martedì, nell’ambito dell’operazione “San Paolo” diretta dal colonnello Ivan Bixio. 

Un’azione investigativa complessa, articolata, durata un paio d’anni e finalizzata ad ostacolare la proliferazione del mercato del falso. Sono 24 le Province interessate in 10 regioni. I due assi principali di contraffazione erano Brescia - Genova e Milano - Genova: Mortara si trova proprio in mezzo. Deve averlo pensato anche questo senegalese, di cui ancora non sono note età e generalità, che prima risiedeva ad Arcore, nella provincia di Monza e Brianza e poi si è spostato in Lomellina per continuare la sua attività di “grossista” clandestino.

Dopo la perquisizione da parte degli agenti delle Fiamme Gialle, è emerso che custodiva nel suo deposito mimetizzato tra le case circa 7mila pezzi.  Etichette, tiranti, stoffe, alcuni indumenti. Tutto materiale che serviva per produrre capi che, da neutri, diventavano “firmati” proprio grazie alle griffe false, e poi smerciarli. Ha ricevuto un avviso di garanzia per i reati di contraffazione e ricettazione, al quale seguirà molto probabilmente un processo e una condanna. Intanto per lui c’è il divieto di residenza nella vecchia provincia, quella brianzola. Costui è un ingranaggio di un meccanismo molto più ampio: se non è ancora possibile stimare il valore del materiale sequestrato in via Cairoli a Mortara (che probabilmente ammonta a migliaia di euro), la cifra totale dell’operazione si aggira sui 135 milioni di euro di indotto. 

I “laboratori del falso” coinvolgevano oltre a gruppi criminali senegalesi anche operatori economici italiani e cittadini cinesi. Costituivano l’intera filiera di produzione, importazione e commercializzazione dei “tarocchi”. La produzione avveniva principalmente in Lombardia, mentre il confezionamento nel capoluogo ligure. 

La filiera dalla Cina passava per Senegal e Turchia. Nel duplice “asse della contraffazione” Brescia - Milano e Brescia - Genova venivano prodotti marchi in metallo ed etichette false, riportanti le griffe contraffatte di note case di moda. Tutto veniva poi trasportato in Liguria, dove avvenivano l’assemblaggio finale e lo stoccaggio presso vari laboratori e depositi. L’ultimo anello della catena era un’ampia platea di soggetti africani che gravitavano nell’hinterland della città della Lanterna. Negli otto interventi totali, compreso quello a Mortara, sono stati sequestrati oltre 2 milioni di prodotti contraffatti, 1.527 cliché (le matrici metalliche incise), un personal computer portatile, un plotter e altri macchinari tra cui un forno industriale e due presse. 

I laboratori e le officine erano allestite in modo accurato e tecnologico. Le persone identificate sono 73, di cui 58 senegalesi, ma altri 33 ignoti sono in corso di identificazione in queste ore. Con loro anche due aziende. Tra i reati, oltre all’introduzione nello Stato e al commercio di prodotti con segni falsi (aggravato dalla transnazionalità), non mancano la ricettazione, la responsabilità amministrativa degli enti e l’immigrazione clandestina.


Davide Maniaci © Riproduzione riservata