Lunedì 26 Ottobre 2020

Mortara: le “cicogne” della Cri aiutano una mamma - collega a far nascere un bebè in casa

MORTARA – Sulla sua carta di identità ci sarà scritto “Nato a Mortara”, roba che qui non succede abitualmente da oltre 30 anni, da quando aveva chiuso definitivamente il reparto di Ostetricia dell’ospedale, con pochissime eccezioni successive. L’ultima di queste è avvenuta giovedì scorso, 17 gennaio, nel pomeriggio, quando un equipaggio della Croce Rossa di Mortara e l’automedica 118 hanno assistito una mamma che ha partorito in casa. 

La donna, alla quarta gravidanza, è stata aiutata dai “colleghi” volontari della Cri Mortara, visto che da novembre è anche lei volontaria. 

“Tutto è andato bene – racconta Umberto Fosterni (nella foto), presidente della Cri mortarese - e il bimbo di nome Anour è stato subito preso in carico in ospedale al Civile di Vigevano dal reparto di Pediatria. 

Il personale Cri ha agito secondo i protocolli e con l’ausilio del kit parto presente sull’ambulanza”.  

Un equipaggio che non era alla sua “prima volta”, perché uno dei volontari aveva già assistito a una precedente esperienza di nascita in casa, mentre gli altri due componenti dell’equipaggio   avevano seguito uno specifico corso di approfondimento sul parto, qualche anno fa, con ostetriche della clinica Mangiagalli di Milano.  

Un corso che è servito per lavorare, in sinergia con l’equipaggio dell’automedica, per il buon risultato: quello di avere un rarissimo “mortarese autentico” in più. Restano nella memoria alcuni precedenti: una donna aveva partorito in un’ambulanza della Cri mortarese che la stava portando al reparto di Ostetricia di Vigevano, una ventina di anni fa, mentre qualche anno prima un’altra signora aveva avuto un bel maschietto in un’abitazione di via Fuiano.

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