Domenica 17 Novembre 2019

Mortara diventa grande con le grandi, guerra punto a punto fino alla sirena

Davanti a risultati così, viene spontaneo parlare di cuore e guerriero. Ma, forse, non è affatto quella la chiave di lettura. I risultati così si ottengono solo con la testa, che ti fa stare un passo, in fondo ne basta uno solo, davanti agli avversari. 

Che, dalla loro, hanno tutto. L’esperienza, una panchina lunga, i centimetri, i chili, gli anni, quelli passati a vincere trofei in giro per l’Europa, come è accaduto alla stella di Busto, quell’Engin Atsur che, da solo, fa reparto e infonde nei compagni una serafica sicurezza sul fatto che ci penserà lui.

Se a questa lista di fattori, aggiungiamo la serenità derivante dall’essere al comando e ti ritrovi un Vai in serata di grazia, autore di 34 punti in 37’, capace di chiudere con la percentuale-monstre di oltre l’83% da tre, quando hai tutte queste note a tuo favore, non puoi che avviarti a cogliere l’ennesima vittoria. Soprattutto quando sai di avere di fronte una banda di ragazzini, dotati di una dose di talento per lo più rimasta ancora parzialmente inespressa, capitanati da un veterano. E proprio contro Busto, il capitano ha tirato fuori tutto l’armamentario d’ordinanza del giocatore dalla classe cristallina, che, al cospetto della capolista, si esalta e imbastisce una prestazione da Nobel.

“Avevo visto Stefano Degrada (nella foto) bello in palla, pimpante fisicamente come non mai – rievoca Alfonso Zanellati – e, invece di dargli il consueto numero di cambi per farlo riposare in panchina, ho deciso di non sostituirlo mai. E lui ha mantenuto la stessa dose di atletismo fino alla fine”. Se questa (30 punti, 3 assist e tutto il fosforo necessario a contenere gli esperti bustocchi) è la chiave di volta su cui Mortara ha costruito il suo incredibile successo sulla prima della classe, tanti bei mattoncini sono stati messi insieme anche dai due lituani (23 punti, 4 assist e 9 rimbalzi per Urbonavicius, 25, 1 e 8 per Pocius). Ma il solco l’hanno tracciato le palle recuperate e i falli subiti, i dati per cui Mortara esce vincente. Al 26’ il tabellone indica 65-78, massimo vantaggio ospite, l’entusiasmo di tutti i presenti, in quel momento, si spegne e si entra in ‘modalità rassegnazione’. Poi un canestro del lungo lituano è come se suonasse la sveglia e Mortara continua a rispondere canestro su canestro fino ad annullare le distanze e mantenere quell’esilissimo punto di vantaggio.

Nevina Andreta © Riproduzione riservata