Venerdì 05 Giugno 2020

Mortara, denuncia per il 63enne accusato di fare il finto medico da circa 30 anni

Una città sbigottita di fronte a una notizia che ha fatto il giro della penisola, dai giornali alle radio, dalla televisione agli immancabili social. 

Coinvolto in prima persona un mortarese conosciutissimo in  città, F.F., 63 anni, finito suo malgrado al centro di una indagine dei carabinieri di Robbio con l’accusa per usurpazione di funzioni pubbliche, esercizio abusivo di una professione e sostituzione di persona.

Una notizia apparsa nella prima mattina di mercoledì sui canali ufficiali della cronaca nera. Ovviamente senza alcun riferimento a nomi e cognomi, ma poi rilanciata con ogni dettaglio sulle generalità del protagonista grazie all’arrivo delle maggiori testate di informazione.

Secondo il riscontro delle indagini dell’Arma, F.F. da circa 30 anni avrebbe praticato abusivamente la professione di medico e si sarebbe fatto passare per  immunologo abilitato a svolgere la professione medica presso l’Ospedale “Mauriziano” di Torino e presso l’Ospedale “Il Mondino” di Pavia e persino medico dell’Aeronautica Militare. Da qui la denuncia per usurpazione di funzioni pubbliche, esercizio abusivo di una professione e sostituzione di persona. 

L’indagine sarebbe scattata a seguito di una denuncia presentata da una donna di Sant’Angelo, che avrebbe anche parlato di “visite ginecologiche” a domicilio. Inoltre sarebbero stati interrogati numerosi testi, tra cui alcuni scout. Proprio perché F.F. è stato una delle colonne portanti dello scoutismo cittadino. La notizia in poche ore è rimbalzata in tutta Italia e a Mortara sono giunti giornalisti e squadre di operatori televisivi delle maggiori reti di informazione. I mortaresi venerdì, in occasione del solito mercato settimanale, si sono visti fermare per la strada e chiedere cosa ne pensassero di questa storia, se conoscevano il 63enne, se lo avessero mai frequentato come medico. Inutile dire che la stragrande parte degli intervistati  sono cascati dalle nuvole, esprimendo quasi sempre simpatia sul piano personale per l’uomo denunciato, pur prendendo le distanze da un comportamento che, se verificato definitivamente, sarebbe senza dubbio grave e infamante. 

Una reazione composta per una piccola città chiamata a fare i conti con una vicenda dagli aspetti inquietanti, se non boccacceschi.

Il Nuovo Lomellino © Riproduzione riservata