Giovedì 19 Maggio 2022

Mortara: con il progetto della ElMo il sole artificiale sarà una realtà

Per migliaia di anni il sogno di ogni agricoltore sulla faccia della terra è stato quello di avere l’illuminazione ideale per far sviluppare le piante coltivate, lontano dalle bizze del meteo,  dalle nuvole, dai ritmi stagionali. 

Piantine messe in grado di avere tutta la luce che vogliono, non in base ai capricci delle nuvole, ma a seconda delle esigenze delle diverse fasi di sviluppo di ogni singola pianta coltivata. Un sogno, appunto. 

Ma su questo sogno hanno iniziato a lavorare un gruppetto di “sognatori” con le idee molto chiare, che hanno trasformato in realtà una idea diventata progetto.

Così è nata GH Zero, una Società per azioni che è anche una “Startup” innovativa riconosciuta ad alto valore tecnologico. Cioè una di quelle aziende nate di recente partendo da un obiettivo che è sinonimo di innovazione. E che sia una S.p.A è una ulteriore nota di originalità e innovazione, visto che sono solo 83 le  S.p.A ad oggi costituite a partire dal 2012, anno di emanazione della legge di settore, in un panorama di quasi 10.000 imprese. Ma non basta, oltre al capitale sociale di 125.000 euro, l’azienda ha sottoscritto un Prestito Obbligazionario Convertibile, così l’ampia capitalizzazione e il fatto di essere una Spa è un po’ un’unicità nel vasto panorama delle cosiddette start up. 

“Un ulteriore fattore differenziante – spiega Massimiliano Caligara amministratore delegato - è il fatto che siamo in fase avanzata di realizzazione del modulo pilota della “Serra 2020”, quindi abbiamo dell’hardware, cioè del materiale concreto e degli investimenti significativi in qualcosa di tangibile, mentre la maggior parte delle start up innovative si limitano a sviluppo idee e progetti, in forme più o meno avanzate e realizzabili, per le varie applicazioni”. 

Il modulo pilota della Serra 2020, in costruzione nel plesso scolastico dell’Istituto scolastico “G. Bonfantini” di Novara, sarà completato per fine febbraio e inizierà la produzione di lattuga, di piante officinali, in particolare canapa per uso sperimentale e fragole e frutti di bosco. Ma è evidente che questa struttura che per certi versi è in grado di “correggere” la natura, potrà mettere a proprio agio ogni forma vegetale, con qualsiasi esigenza particolare, con lo scopo di ottimizzare la produzione.

“In sintesi – prosegue Massimiliano Caligara - possiamo dire che i ritmi di crescita delle piante sono più rapidi di coltivazioni in serre tradizionali, perché sono esposte alla luce per molte più ore delle ore di sole. Inoltre abbiamo molti altri benefici come ad esempio il risparmio di acqua (vengono attivate colture idroponiche o aeroponiche), la riduzione dei costi di energia per la climatizzazione (riscaldamento e tasso di umidità) poiché l’energia viene prodotta dai moduli fotovoltaici installati sul tetto, energia che viene anche utilizzata per alimentare le luci a Led. Ma non basta, perché deve essere considerata anche la riduzione del consumo di suolo, dato che le coltivazioni possono essere sviluppate anche in verticale in queste serre che non necessitano di esposizione al sole pertanto si potrebbero installare anche in edifici industriali e capannoni dismessi e riqualificati”. 

E allora si passa dagli aspetti agronomici a quelli schiettamente tecnici, con l’impiego di innovativi pannelli bifacciali, una innovazione assoluta in questo settore. Una innovazione che ha portato il coinvolgimento di El.Mo. srl di Mortara, una azienda in rapida espansione che ha fatto dell’eccellenza tecnologica la sua normalità.  

“La tecnologia estremamente avanzata è una componente fondamentale di questo progetto – conferma Mauro Arlenghi, imprenditore e fondatore di El.Mo., oltre ad essere presente in modo significativo nel capitale di GH Zero tramite la famiglia - poiché uno dei fattori di innovazione dell’idea imprenditoriale di questa Strat up sono proprio i Led prodotti da noi, che vanno a sostituire la luce solare. Inizia così ad affermarsi un nuovo concetto di serra, che grazie alla tecnologia ora disponibile, viene riprogettata, sino a diventare una “camera bianca”, cioè ermeticamente chiusa rispetto a possibili fattori di contaminazione esterna. In questo modo vengono create condizioni ottimali per sperimentazioni nel campo delle produzioni di colture agricole e la serra può anche essere utilizzata per ricerche sul miglioramento genetico delle maggiori piante di interesse economico, compresa la possibile sperimentazione sul riso e su altri cereali”.   

Alcuni articoli già usciti sui media in merito a GH Zero hanno enfatizzato il fatto che queste tipologie di serre possono essere utilizzate per coltivazioni vegetali in condizioni climatiche e ambientali estreme: nel deserto o in Antartide. Addirittura sono state fatte delle analogie con alcuni progetti di coltivazioni sulla Luna o su Marte. Tutto ciò è corretto, ma attenzione oltre alla ricerca scientifica e tecnologica - molto importante - i progetti di Serra 2020 sono concreti e pratici, pronti per produrre già da subito nel territorio e quindi in grado di creare valore in tempi molto brevi; per esempio coltivando lattuga per la grande distribuzione, piante officinali per l’industria farmaceutica oppure frutti di bosco.  

Insomma, un progetto con i piedi ben piantati sulla “cara vecchia Terra”, anche se quello che circonda i contenuti rivoluzionari di “Serra 2020” influenzano ben poco quella straordinaria macchina per produrre vegetali che è il contenuto, il motore, della serra stessa.

Entro fine febbraio la prima struttura lombardo – piemontese, nata a cavallo tra Novara e Mortara, sarà pronta per iniziare a stupire. Ora è in costruzione nel complesso dell’Istituto di Istruzione Superiore “G. Bonfantini” a Novara in corso Risorgimento 405, dove è attivo l’indirizzo di studio Agraria, Agroalimentare e Agroindustria, suddiviso in Produzioni e Trasformazioni e Gestione dell’Ambiente e del territorio.

Perché l’agricoltura è ambiente e innovazione, da migliaia di anni.


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