Giovedì 21 Marzo 2019

Morgantini e la sua seconda vita dedicata allo sport: dal basket al calcio

Una vita intera dedicata allo sport, la capacità di rialzarsi dopo un gravissimo infortunio e cambiare totalmente disciplina. Giornate interminabili passate, anche ora che ha 43 anni, nei campetti di calcio polverosi delle categorie inferiori nel ruolo di terapista, a curare i malanni degli altri e, spesso, anche a spronare i giovani. Luigi Morgantini, sannazzarese, attuale terapista del Lomello nella categoria di Promozione, racconta la sua storia di ex talento della pallacanestro stroncato da un incidente e di come, con un’enorme forza di volontà, ha potuto costruirsi una seconda carriera nello sport. 
“Ero considerato una promessa della pallacanestro – narra Morgantini – ma a 17 anni per un banalissimo incidente domestico mi sono tagliato tutti i tendini della mano sinistra. Per due anni non ho potuto muovere l’arto, il recupero è stato faticosissimo ma mi ha spezzato i sogni per sempre. Quello era un grande Garlasco Basket, come giovanili arrivammo alla serie B2. Ho giocato contro Roberto Premier, che vanta 66 presenze in nazionale. Era inarrestabile, immarcabile”. 
Dopo l’infortunio Morgantini è sceso di categoria al Sannazzaro basket, all’inizio degli anni Novanta e, nonostante una vittoria in Prima Divisione e due secondi posti in Promozione, la serie successiva, per lui non era più la stessa cosa. Nonostante facesse ancora la differenza aveva perso per sempre il treno per il professionismo. Colpa di quell’infortunio e, secondo lui, anche di non avere mai avuto le conoscenze giuste nei momenti decisivi. Così ecco un altro cambiamento, l’abbandono del parquet e il ritorno tra i banchi per ottenere il diploma di massofisioterapista. “Ho ripreso da zero con il calcio, ma senza numero di maglia – prosegue nel racconto – iniziando dal Bastida. Poi sono arrivato a Lomello, risalendo dalla Seconda categoria. Anche quest’anno puntiamo a far bene, nonostante il campionato di Promozione sia temibile. La mia vita è sempre stata questa, anche se non sono più io a segnare i gol o a fare canestro. Ma non mi vedo a fare nessun altro lavoro, ho bisogno di respirare l’atmosfera della partita. Tra il basket e il calcio, giocando o nel ruolo di terapista, ho vinto sei campionati senza che mi regalassero niente. Anche queste sono soddisfazioni, no?”.

Davide Maniaci © Riproduzione riservata