Giovedì 12 Dicembre 2019

Montagna di spazzatura al cimitero: nessuno riesce a rimuoverla!

Il 2019 sarà l’anno della nuova piazzola ecologica (in via Cassagalla). Si accederà con la carta regionale dei servizi (ex tessera sanitaria)

E ora chi la toglie tutta quella immondizia? La domanda è tutt’altro che banale. Infatti se la pone proprio l’amministrazione comunale che adesso non sa più come affrontare l’emergenza della montagna di rifiuti in continua crescita davanti all’isola ecologica posta dietro il cimitero. 

Il Clir non ha un mezzo adatto per rimuovere la catasta che si è accumulata davanti ai cancelli della piazzola nell’arco di circa un anno, mentre la discarica di Aboneco sembra essere satura e l’amministrazione non trova una ditta che esegua l’operazione di bonifica. La difficoltà, adesso che i rifiuti sono in quantità molto elevata, è quella di trovare una ditta capace di smaltire una massa tanto imponente. Tanto più che non si tratta della rimozione di un semplice abbandono, ma dello smaltimento di una serie di rifiuti che vanno opportunamente divisi, selezionati e conferiti secondo i rispettivi codici Cer (la normativa che precisa come ogni singolo rifiuto pericoloso debba essere smaltito). “Paradossalmente – commenta il sindaco Marco Facchinotti –  il problema per noi è trovare una ditta che rimuova l’immondizia. In precedenza i lavori di questo tipo erano svolti o da Aboneco, oppure da Clir. Purtroppo il Consorzio non ha neanche un ragno meccanico per rimuovere la catasta. Sarà comunque un’operazione molto costosa. Basta pensare che ormai siamo a quota 210 euro alla tonnellata per lo smaltimento. Si tratta di costi aggiuntivi che l’amministrazione deve mettere in più a bilancio. Poi le fatture pagate dall’ente pubblico a causa del recupero degli abbandoni si ripercuotono sui cittadini che pagano la tassa rifiuti. 

Infatti la Tari, per legge, deve coprire interamente i costi dello smaltimento rifiuti”. Proprio per evitare che i costi aumentino in modo esorbitante, e di conseguenza anche la tassa rifiuti pagata dai mortaresi, sarebbe meglio prevenire che una strada si tramuti in un deposito abusivo. Un proposito che si basa sul semplice buon senso ma che, in pratica, sembra difficile da perseguire. “Rimuovere il rudo prima che diventasse una massa così imponente – aggiunge il primo cittadino – sarebbe stato certamente possibile, ma avrebbe comportato costi maggiori. Fare numerosi singoli interventi di recupero per piccole quantità ha un costo più elevato che una sola uscita per lo smaltimento di una quantità più grande. Il nostro obiettivo, che spero di poter raggiungere entro il 2019, è ovviamente la realizzazione della nuova piazzola ecologica che sarà costruita nei pressi di via Cassagalla. Abbiamo appena dato mandato ai nostri uffici di realizzare il nuovo progetto. All’interno della struttura sarà possibile conferire 12 tipologie di rifiuto, i cosiddetti codici Cer, e l’accesso sarà possibile in qualsiasi momento grazie alla propria Carta regionale dei servizi. L’area sarà sottoposta a videosorveglianza e durante il giorno ci sarà un addetto all’ingresso”. 

Per la copertura dei costi di costruzione e per la futura gestione dell’impianto, invece, l’amministrazione punta tutto sul solito, indispensabile, supporto di AsMortara. Nonostante tutto il sindaco non mostra molto ottimismo. “Temo – commenta infatti Marco Facchinotti - che le cose non cambieranno molto, nemmeno con la nuova piazzola. Purtroppo c’è molta inciviltà e menefreghismo. Gli abbandoni abusivi continueranno ad esserci se, oltre alla realizzazione di strutture adeguate, non ci sarà una rivoluzione culturale. Serve un senso civico diffuso, un diverso amore per le regole e per la propria città. Purtroppo, anche nel recente passato, ho avuto modo di constatare che anche chi si lamenta, poi al momento di dare un piccolo aiuto si tira indietro. E’ successo quando ho chiesto ad un cittadino di poter mettere una telecamera nei pressi della sua abitazione per controllare un certo angolo di strada. A quel punto mi è stato detto di no...”. 

Luca Degrandi © Riproduzione riservata