Venerdì 07 Agosto 2020

Microcast: i lavoratori ancora senza stipendio. Il Comune “congela” tasse e rette scolastiche

Ancora senza stipendio (da dicembre) e senza certezze. La crisi per le lavoratrici e i lavoratori della Microcast di Mortara è sempre più nera. Mancano risposte sul futuro della ditta e sul mantenimento dei posti di lavoro. Sono in 74 le persone con il fiato sospeso. Intanto, però, dalle istituzioni arrivano i primi aiuti: la dilazione delle tasse comunali e un fondo di solidarietà istituito dalla Provincia. Le promesse sono state fatte ai rappresentanti sindacali dei lavoratori durante l’incontro che si è svolto in prefettura giovedì scorso, 13 febbraio. Al tavolo erano presenti anche il presidente della provincia Vittorio Poma, il sindaco Marco Facchinotti e l’assessore Luigi Granelli. 

“Ribadisco tutta la mia vicinanza, e di tutta la giunta comunale, nei confronti dei lavoratori in difficoltà – spiega il primo cittadino – e assicuro il massimo impegno per difendere i loro diritti. I mezzi che ha a disposizione il Comune non sono molti, ma tutto quello che è in nostro potere lo faremo. Non possiamo incidere sulle decisioni della ditta, però faremo la nostra parte per non mettere in difficoltà economica le famiglie che già attraversano un periodo difficile. Per questa ragione siamo disponibili a sospendere il pagamento delle tasse comunali e delle tariffe dei servizi a domanda individuale. A questo scopo abbiamo chiesto una lista dei dipendenti mortaresi della Microcast che stanno affrontando queste difficoltà”. 

In altre parole l’amministrazione ha chiesto l’elenco dei lavoratori residenti a Mortara che in questo momento non riescono a pagare le tasse locali. Ma non solo. Anche, ad esempio, la tariffa della mensa scolastica del proprio figlio, oppure la retta dell’asilo comunale. “Non sarà un regalo – continua Marco Facchinotti – anche perché non sarebbe corretto abbonare completamente il pagamento delle tasse. Si tratta di una dilazione in attesa che la situazione possa migliorare. E’ questo l’auspicio che ci auguriamo tutti. Su questo tema non possiamo fare molto, non possiamo decidere noi il piano industriale per il rilancio della ditta e il mantenimento di tutti i posti di lavoro”. 

Il presidente della provincia Vittorio Poma ha invece proposto la creazione di una sorta di fondo di solidarietà. La somma dovrebbe servire a coprire la differenza che intercorre tra quanto erogato attraverso i contratti di solidarietà e lo stipendio completo. 

“I lavoratori attendono ancora gli stipendi di dicembre e gennaio, quando è stato dato solo un acconto, e anche la tredicesima – spiega  Lorena Bini della Fiom-Cgil – e non sappiamo nulla su quanto l’azienda ha intenzione di fare. Vorremmo conoscere il piano industriale e non accetteremo che le future decisioni vengano prese sulla pelle dei lavoratori. Il prossimo passo sarà incontrare anche i rappresentanti di Regione Lomabardia e portare questo caso drammatico anche all’attenzione del consiglio regionale”.  Sebbene Microcast fosse da tempo in crisi, il caso è scoppiato all’attenzione dell’opinione pubblica lo scorso 15 gennaio quando davanti ai cancelli dell’azienda di strada Pavese era stato organizzato il primo sciopero e un presidio. In gioco non ci sono solo gli stipendi dei 74 dipendenti, ma la stessa possibilità di mantenere il posto di lavoro e di mantenere la famiglia. L’incertezza sul futuro l’aspetto più inquietante. Troppe le promesse disattese fino a questo momento. Infatti i dipendenti erano stati rassicurati che entro lunedì 13 gennaio avrebbero ricevuto lo stipendio. Non è stato così. Dalle istituzioni ci si aspetta invece che le promesse vengano mantenute.

Luca Degrandi © Riproduzione riservata