Giovedì 19 Maggio 2022

Mede: rivolta contro Demartini, commissariata la sezione leghista. Lui minimizza, "era una provocazione"

  • Mede
  • 18 Luglio 2018

Mentre la Lega vola nei consensi a livello nazionale, in ambito locale vede il commissariamento della sezione cittadina. Un malumore che è venuto a galla nel passaggio della nomina dei nuovi vertici del Clir.
Di certo per la paciosa politica locale resta un fulmine a ciel sereno, un colpo secco per chi segue distaccatamente l’ambiente leghista locale, ma una evoluzione data per scontata per gli addetti ai lavori. È dei giorni scorsi la notizia delle dimissioni di due membri su tre del consiglio direttivo, Roberto Audazio e Moreno Bolzoni, che di fatto sfiduciano il segretario ed ex sindaco Lorenzo Demartini. 
Il malumore che trapelava dalle ultime elezioni comunali di due anni fa e si è accentuato dopo i recenti avvenimenti nel Clir, che hanno visto l’auto-candidatura di Demartini a presidente. Una scelta che non ha poi trovato sostegno. 
Nel mirino dei dimissionari ci sarebbe stato proprio Demartini, con un passato anche di ex consigliere regionale e assessore provinciale. Ma giunti al 2018 e al governo di Salvini superstar, la sezione subirà un commissariamento che potrebbe andare avanti sei mesi, anche per via delle vacanze estive, e poi sarà necessario riorganizzarsi. 
Un colpo che non ci voleva per una delle “roccaforti” storiche leghiste, e l’onda lunga di questo “pasticciaccio” andrà sicuramente a pesare sulla sezione medese sotto il simbolo di Alberto da Giussano. 
Occorrerà ripartire sull’onda di un consenso, e rimarrà anche da capire se la “rinascita” comporterà delle epurazioni o la caduta di alcune teste. Intanto Demartini dà la sua versione. 
“Il problema – dichiara – è sempre il Clir. La mia candidatura a presidente era una provocazione, io da sempre sono molto scettico verso questo consorzio, che ha prezzi alti per un servizio inefficiente. Ero contro l’introduzione della raccolta differenziata, avevo provato a fare uscire Mede senza riuscirci. Sono posizioni che a qualcuno non piacciono e quello che è successo nella sezione della Lega, su cui non faccio un commento diretto, è solo la conseguenza di queste mie opinioni”. 
Ma quale sarebbe la concreta alternatuiva al Clir? Perché quando si parla di rifiuti si parla anche di roghi, di interessi enormi contrapposti. Dove le infiltrazioni mafiose sono quasi la norma. 
Ma sembra chiara l’accusa di protagonismo fatta a Demartini dagli altri legjhisti del direttivo. 
Perché ogni volta che spunta un “posto” alle elezioni o persino nel consorzio rifiuti, ecco che spunta anche la candidatura di Demartini. Quella che Demartini definisce provocazione e che i dimissionari della sezione dicono essere protagonismo.

Davide Maniaci © Riproduzione riservata