Martedì 10 Dicembre 2019

Mede, ospedale e prospettive: i dubbi di Ferraris che annuncia la mobilitazione al mercato

  • Mede
  • 04 Luglio 2018

I diciassette dipendenti dell’ospedale San Martino, nel reparto delle cure palliative, sono salvi almeno fino al 30 settembre. Ma alcuni esponenti della politica locale già annunciano battaglia, organizzando presìdi in piazza della Repubblica nei mercoledì del mese di luglio, durante il mercato settimanale. 
Risale ai giorni scorsi la comunicazione da parte di Asst che allunga il periodo di “transizione” per altri tre mesi, per cercare di ricollocare i 14 infermieri, i due medici e la psicologa che rischiano il posto di lavoro dopo che la stessa Asst, dal primo luglio, ha reinternalizzato il reparto delle cure palliative ventilando di volerli mandare via. Dal 2003 il servizio era assegnato con un appalto esterno alla fondazione Maugeri, e adesso è arrivata la “proroga” che dà un po’ di respiro a questi lavoratori e alle loro famiglie. Questo è l’esito dell’ultimo incontro tra le parti. Ma fra tre mesi cosa accadrà? “La situazione non è certo rassicurante – incalza Simone Annibale Ferraris, presidente del consiglio comunale, membro del partito Fratelli d’Italia, che più di tutti si batte per la causa del San Martino – perché se Asst vuole “tutelare” nello stesso modo in cui tutelò il reparto di chirurgia allora possiamo anche… spararci. Hanno annunciato delle cose salvo poi fare l’esatto contrario”. Accadde anche col reparto di cure palliative: alle 21 assunzioni comunicate per il cambio di gestione seguì, la settimana dopo, il rovescio della medaglia dei 17 posti di lavoro a rischio. “Si temeva che il personale potesse perdere subito il posto – prosegue Ferraris – visto che la Maugeri aveva avviato la procedura d’esubero, poi Asst ha detto di voler garantire la continuità del servizio per altri tre mesi. Il mio ruolo è piccolo, ma non posso che schierarmi con questi lavoratori. Sono persone competenti, il reparto è efficiente grazie alla loro professionalità. Infine si tratta della nostra gente, quasi tutti di Mede”. Ferraris, che non vuole “essere preso in giro, approfittando del periodo balneare”, annuncia azioni concrete come dei presìdi tra le bancarelle del mercato, ogni mercoledì di luglio in piazza della Repubblica in difesa dell’ospedale, di chi ci lavora e dei medesi, nonché dei lomellini, che usufruiscono di un servizio che, ancora, è da considerarsi di eccellenza.

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