Lunedì 26 Ottobre 2020

Mede: castagnate e fumo, la curiosità diventa... bufala

  • Mede
  • 14 Novembre 2018

Una delibera del 1881 (la numero 108) postata su Facebook dal sindaco ha dato inizio a un dibattito infinito, arrivato addirittura sulle testate nazionali. 
Il documento, firmato dal primo cittadino di allora Gaspare Massazza, vietava di arrostire le castagne sulla pubblica via, perché il fumo dava troppo fastidio, pena punizioni severe. Dopo il ritrovamento della delibera da parte dello storico locale Pierangelo Boccalari e la condivisione sul social network da parte del primo cittadino Giorgio Guardamagna, quest’ultimo ha rischiato… di finire arrosto, arso dai commenti di Facebook. 
Ha subito precisato che il suo era giusto un tentativo di riportare alla luce una curiosità e che in nessun modo ci sarebbero state o ci saranno multe per i “caldarrostai” (o i “fruttivendoli”, come li chiamava Massazza). Ma anche che, comunque, piaccia o no, la regola è ancora in vigore. Tanto è bastato per scatenare i più fumantini, che magari hanno pensato a una critica velata di Guardamagna alla festa della frazione di Goido di metà ottobre, chiamata non a caso “festa del fumo” per via dei tantissimi marroni arrostiti e offerti ai visitatori. Frutti che, si scopre adesso dopo 127 anni, a Mede sarebbe vietato cuocere per strada. 
“Quotidiani nazionali e qualche televisione – è il commento a freddo del sindaco medese – hanno preso la palla al balzo per travisare il significato, penso volutamente. La cosa non gli fa onore. Era un semplice atto curioso che ho pubblicato per far vedere cosa si facesse in quel tempo lontano e quali fossero le deliberazioni della giunta di allora, alle prese con problematiche certamente oggi non più presenti nella nostra vita. Oltre a ciò esiste un portale specifico sulla rete in cui atti antichi, anche di questo tipo (originali, anche bizzarri) vengono pubblicati a beneficio di tutti per dare un’idea del passato. Quindi la cosa era assolutamente slegata dall’attualità”. 
Gli amanti delle caldarroste possono stare tranquilli. 

Davide Maniaci © Riproduzione riservata