Martedì 21 Maggio 2019

Maxi spesa per i minori a carico del municipio: 300mila euro all’anno!

I “figli del Comune” costano 300mila euro l’anno e l’emergenza sociale mette in ginocchio le casse pubbliche.  Infatti il 2018 è stato l’ennesimo anno da allarme rosso per i servizi sociale e per i conti pubblici. In un anno l’amministrazione comunale ha speso oltre 300 mila euro per mantenere i minori in strutture protette.

Si tratta di bambini che sono, purtroppo, vittime di fallimenti familiari o di situazioni sociali disastrate. I minori non devono vivere alcun tipo di disagio ulteriori e la legge, giustamente, li tutela. Sempre più spesso si assiste all’emissione di provvedimenti, anche di natura provvisoria ed urgente, che dispongono l’affidamento di minori ai servizi sociali locali: Mortara ha in carico 9 bambini, dei quali 2 al 50 per cento con Vigevano.

“Ogni minore accolto in comunità – spiega l’assessore ai servizi sociali Paola Baldin – sosta all’ente pubblico circa 100 euro al giorni, per 365 giorni all’anno. In questo momento siamo responsabili di 9 minori, ma la situazione è liquida e in continua evoluzione. Siamo tenuti a eseguire le prescrizioni che arrivano dal tribunale minorile e le spese in questo ambito, in questi anni, sono in continuo aumento”. Il Comune non può scegliere né l’istituto al quale affidare i minori né scegliere un istituto diverso, alla ricerca di una retta più conveniente. Inoltre il Comuni, qualora non avesse le disponibilità economiche necessarie e sufficienti, sono obbligati ad indebitarsi per pagare le rette. Una situazione che può persino portare sull’orlo del fallimento gli enti pubblici più piccoli. La soluzione auspicata da molti amministratori è che i minori passino sotto la responsabilità (e il portafogli) del Ministero degli Interni. Ma non è tutto, infatti la crisi economica e sociale sta lasciando ferite profondissime sia sui mortarese che nei conti pubblici. I numeri lo dimostrano e sono impietosi. “Lo scorso anno – continua Paola Baldin – circa cento persone hanno avuto diritto agli aiuti offerti dai servizi sociali. Ancora più numerose sono le presone che quotidianamente si recano presso i nostri uffici per chiedere aiuto e sostegno”. 

Luca Degrandi © Riproduzione riservata