Domenica 26 Gennaio 2020

Maxi cantiere di viale Ariosto: ad aprile la fine dei lavori. Poi toccherà alla torre idrica di via Marsala

In viale Ariosto ci sarà la fognatura che arriva direttamente dal futuro. Sarà infatti capace di “cicatrizzarsi” da solo in caso di piccole crepe. Ma si tratta solo di una delle caratteristiche peculiari del manufatto che risolverà i problemi di allagamento del centro città. 

Un collegamento che si farà carico delle acque bianche di tutta la zona nord di Mortara. Così i 520 metri di fogna che da viale Ariosto arrivano in piazza Trieste sono figli degli ultimi ritrovati tecnologici in questo campo. Il punto della situazione è stato spiegato da Simone Ciaramella, presidente di AsMare, dai tecnici Barbara Crotti e Alberto Righini e, per la parte politica, da Marco Facchinotti e Marco Vecchio.  

“L’opera - spiega Simone Ciaramella - sarà conclusa a metà aprile e costituisce il più importante investimento previsto per il 2019 fatto nei Comuni gestiti da AsMare. E’ la ciliegina sulla torta di un anno costellato da molti interventi. Nel complesso sugli 11 comuni di nostra competenza, in soli 12 mesi, sono stati investiti oltre 2milioni e 550 mila euro. Circa l’ottanta per cento degli interventi programmati sono già stati portati a termine, mentre è già partita la pianificazioni di quanto verrà fatto nel prossimo futuro. Si tratta di un risultato straordinario, ma non certo casuale, frutto della squadra di persone che lavorano in AsMare, a Pavia Acque e presso l’Ato”.

Ai cittadini è invece chiesto di avere pazienza per 160 giorni, il tempo necessario per ultimare l’opera da circa 900mila euro e ripristinare la viabilità ordinaria.

“Capisco che ciò che si trova sotto terra, lontano dagli occhi dei cittadini, spesso non viene apprezzato – commenta Marco Vecchio – ma stiamo parlando di un intervento che risolverà una criticità che affligge il centro città da molti anni”.

Ma non è tutto. Il mosaico dei lavori sarà concluso con la manutenzione della torre piezometrica di via Marsala. Per rimetterla a nuovo ci vorranno oltre 260mila euro. 

Luca Degrandi © Riproduzione riservata