Domenica 29 Marzo 2020

Maggioni trascina in trincea i sindaci: “Salviamo la nostra Camera di commercio”

Giù le mani dalla Camera di commercio di Pavia. L’appello contro l’ennesimo taglio ai servizi presenti in provincia arriva dall’onorevole Marco Maggioni, esponente della Lega. “Combatterò in ogni sede – è l’impegno dell’onorevole - perché la Camera di commercio di Pavia continui ad avere il proprio ruolo autonomo, senza aggregazioni che comporterebbero la soppressione di servizi fondamentali per il mondo imprenditoriale del territorio. Per questo ho scritto una mozione sottoporrò all’attenzione di tutti i Comuni della Provincia. Votandola in modo compatto gli amministratori locali potranno dare segnale di unità. Solo così la voce del territorio ha più possibilità di essere ascoltato dal governo di Roma che, dall’altro, sta imponendo scelte sbagliate”.

Infatti il Mise (Ministero dello sviluppo economico) vuole ridurre gli enti camerali da 105 a 60. A farne le spese, tanto per cambiare, sarà anche il territorio pavese. Per Pavia è stato imposto l’accorpamento con Cremona e Mantova. Le due camere, nel frattempo, si sono già fuse creando un soggetto che, assieme, ha più iscritti di Pavia. La Camera di commercio di Pavia ha più di 58mila iscritti e un bilancio sano, dai conti in ordine. Ma non basta. In base ai parametri della legge di riordino del sistema camerale sono da accorpare tutti gli enti con non meno di 75mila imprese. La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che Lodi  si è già unita a Milano, mentre sarebbe stata logica una collaborazione proprio con Pavia. 

“La provincia di Pavia – continua Marco Maggioni -  ha già avuto notevoli penalizzazioni per il ridimensionamento di molti altri servizi. Questo ulteriore colpo danneggerà l’economia locale e creerà notevoli problemi dal punto di vista logistico. Eppure la nostra storia narra di imprese pavesi che si è sempre contraddistinte per un’intensa attività imprenditoriale, per la loro operosità e desiderio di lavorare”. Da questi presupposti nasce la mozione per contestare l’accorpamento della Camera di Commercio di Pavia con quelle di Cremona e Mantova sta per essere presentata dalla Lega nei consigli comunali della provinci. 

“Lo spostamento della Camera di Commercio da Pavia, a suo tempo decretato dal Governo Gentiloni, - continua il deputato - obbligherebbe gli imprenditori pavesi, e ancor più quelli di Lomellina e Oltrepò, ad affrontare ore di viaggio per raggiungere la nuova sede di Mantova. Le sue caratteristiche sono  uniche, legate alle territorialità della Lomellina, dell’Oltrepò e del Pavese: trasferirla a Mantova significa spostarla in un’area con cui non ci sono collegamenti né autostradali né ferroviari diretti, con una differente identità socio-economica, e la competenza giurisdizionale di un altro Tribunale del Registro delle Imprese”. Dal punto di vista storico la Camera di commercio di Pavia è una delle più antiche d’Italia, infatti risale al 1786 con l’editto di Cesare Beccaria, rinnovata nel 1862 con l’Unità d’Italia. La sede legale prevista del nuovo ente accorpato è a Mantova, quindi in totale assenza di una continuità territoriale, considerando che Lodi si è unita a Milano.  

“Le distanze che intercorrono tra Mantova e Pavia  - aggiunge Marco Maggioni - sono di circa 130 chilometri in linea d’aria con oltre 2 ore di percorrenza con gli automezzi (che aumentano a circa 175 chilometri e 3 ore di percorrenza se si considerano le zone della Lomellina e dell’Oltrepò), il tutto senza collegamenti ne autostradali ne ferroviari diretti. La notevole distanza tra la Provincia di Pavia e Mantova rappresenta una forte criticità a danno del tessuto economico e produttivo pavese, oltrepadano e lomellino le cui 57601 imprese operano su un territorio di oltre 2900 kmq, secondo per estensione in Lombardia dopo la Provincia di Brescia. L’accorpamento per le Camere di Commercio dovrebbe essere su base volontaria e reso obbligatorio solo in presenza di ripetute e continuative situazioni di disequilibrio economico.

Luca Degrandi © Riproduzione riservata