Sabato 11 Luglio 2020

Maggioni: premiare il riso che viene coltivato senza usare fanghi

Un marchio di qualità per identificare i prodotti “fanghi free”, cioè quelli coltivati senza usare rifiuti. Si tratta di un’importante iniziativa che diventerà realtà grazie all’impegno personale dell’onorevole Marco Maggioni che in più occasioni si è già schierato nettamente in difesa dell’ambiente. E lo fa di nuovo con questa proposta molto concreta. 

Creare un’etichetta che contraddistingua chiaramente tutti i prodotti frutto dei campi in cui non sono stati usati né fanghi né gessi di defecazione. Un simbolo di qualità e di salubrità. 

Ma anche un riconoscimento a quegli agricoltori che rinunciano ai vantaggi economici offerti dall’uso dei fanghi in favore di una maggiore genuinità. 

“Il tema dello spandimento in agricoltura di fanghi e gessi di defecazione è molto sentito in Lomellina e nel Pavese - spiega l’onorevole Marco Maggioni - e la maggioranza delle aziende agricole non ne fa uso e credo che sia giunto il momento di riconoscere loro il merito di questa scelta produttiva ed ambientale. Per questo motivo propongo la creazione di un marchio di qualità di cui solo le aziende che non utilizzano fanghi e gessi potranno fregiarsi”. 

Il lavoro è già a buon punto. Nelle scorse settimane il parlamentare lomellino ha incontrato i vertici provinciali delle più importanti associazioni agricole e delle tre maggiori associazioni di categoria: Confagricoltura, Cia e Coldiretti. Tutti remano dalla stessa parte. “Tutti mi hanno dato la piena disponibilità – continua Marco Maggioni - a lavorare alla stesura di un regolamento condiviso che identifichi il marchio che vorrei venisse introdotto ed adottato. Anche il Ministero delle politiche agricole con il ministro Gian Marco Centinaio, che ringrazio, seguirà questo importante progetto. Certificare in modo trasparente l’operato delle aziende agricole è un’ulteriore garanzia di qualità dei nostri prodotti e di tutela dell’immagine del nostro territorio. Inoltre è possibile innescare un circuito virtuoso che può spingere anche gli utilizzatori di fanghi ad abbandonare questa pratica. Infatti uno degli effetti del marchio dovrebbe essere quello di incentivare l’acquisto delle materie con il marchio di qualità”. 

I tempi per la stesura del regolamento che definirà il marchio di qualità non sono ancora stati definiti, ma si parte da una base non trascurabile: tutti gli attori in campo sono d’accordo su come procedere, dal Ministero alle associazioni di categoria, passando per Marco Maggioni. Che però non perde di vista un altro aspetto determinante. 

“E’ fondamentale – sottolinea - che il regolamento contempli anche dei controlli seri ed efficaci che verifichino che le norme no fanghi vengano rispettate”. Intanto le Camere stanno recependo la direttiva europea 850 che riguarda anche la materia dei fanghi. Un iter legislativo che dopo agosto potrebbe portare ad un nuovo quadro normativo nazionale in tema di fanghi.

“Tra poco potrebbe esserci una vera e propria rivoluzione  - prosegue Marco Maggioni - nel mondo dell’uso e dello smaltimento dei fanghi. Il Governo saprà dare le giuste risposte. E’ chiaro che nel momento in cui si apre indiscriminatamente al privato rischia di prevalere una logica legata all’utile e alle tariffe e non alla qualità ambientale”.

Luca Degrandi © Riproduzione riservata