Mercoledì 16 Giugno 2021

Maggioni: “Il caso EcoTrass al consiglio di Stato”

No alla ditta fanghi EcoTrass, la battaglia continua anche al Consiglio di Stato. La maggioranza andrà fino in fondo, intraprendendo anche l’ultima strada possibile dopo la sentenza avvera emessa dal Tribunale amministrativo. L’amministrazione comunale ha quindi corretto il tiro rispetto alle intenzioni iniziali, quando lo stesso sindaco aveva dato per persa ogni speranza.

Poi l’onorevole Marco Maggioni deve averci messo lo zampino. “Se c’è anche una minima percentuale di successo – commenta infatti il deputato -  è doveroso tentare anche la via del ricorso al Consiglio di Stato. Non sto dicendo nulla di diverso da quanto già asserito dal sindaco Marco Facchinotti che ha fatto e continuerà a fare tutto il possibile per impedire l’insediamento a Mortara di un nuovo impianto per il trattamento dei fanghi”. Secondo una prima stima il ricorso al Consiglio di Stato dovrebbe costare alle casse pubbliche circa 15 mila euro. Ma questa spesa non basterà a smorzare le critiche piovute in questi giorni. Infatti molti cittadini e alcune società ambientaliste hanno puntato il dito contro la Lega, partito che ha le redini della città, della Regione e del Governo nazionale. “Penso che se c’è così tanta offerta del prodotto fanghi, che a mio avviso è un rifiuto e non un ammendante, - è l’analisi di Marco Maggioni – è perché nel territorio c’è una grande domanda. In zone limitrofe alla nostra, come nel Novarese, si produce riso, ma non utilizzano i fanghi. Allora c’è un problema legato alla cultura degli agricoltori che scelgono di usare queste sostanze. Un atteggiamento diverso da parte loro può anticipare tutte le leggi che il Parlamento sta per discutere”. 

Le Camere stanno recependo la direttiva 850 che riguarda anche la materia dei fanghi. La direttiva  prevede nuove conoscenze tecnico-scientifiche, considerazioni pratiche gestionali e operative, condizioni di sicurezza per l’uomo e l’ambiente, piani regionali di prossimità e autosufficienza. 

“Questa - prosegue Maggioni - è una rivoluzione nel mondo dei fanghi e noi crediamo che, da questo punto di vista, il Governo saprà dare le giuste risposte, considerando che le scelte che si sono fatte in passato, dettate da una tecnologia ormai obsoleta, non possono essere le tematiche e le tecnologie che avremo a disposizione nel futuro. E’ chiaro che nel momento in cui si apre indiscriminatamente al privato rischia di prevalere una logica legata all’utile e alle tariffe e non alla qualità ambientale e, purtroppo, come citavo prima, gli incidenti in Lombardia sono lì a testimoniarlo”.

Luca Degrandi © Riproduzione riservata