Giovedì 03 Dicembre 2020

Lotta ai fanghi: la Regione vara la “legge lumaca”, sarà in vigore solo l’anno prossimo

Nuove norme anti  fanghi: la Regione va avanti piano e senza fretta. In pieno stile “signor Tentenna”. Infatti la scorsa settimana la commissione agricoltura ha approvato una delibera che riduce le tipologie di fanghi ritirabili per l’utilizzo in agricoltura. Bene, ma non benissimo. Se da un lato i limiti saranno più stringenti, con una riduzione di circa il 30 per cento delle tipologie di fanghi ammissibili in agricoltura a oggi previste, dall’altro la norma entrerà in vigore solo tra 12 mesi. 

Ci vorrà ben un anno  quindi per poter osservare i primi effetti di questa nuova legge. Regione Lombardia vuole la valorizzazione e l’impiego dei soli fanghi di alta qualità  puntando su un’economia circolare basata, cioè, sul recupero di elementi nutritivi nei terreni resi esausti da un’agricoltura intensiva, senza dover attingere all’impiego di fertilizzanti chimici. 

Tutto questo con molta calma. Senza fretta. Ma i tempi biblici non sono l’unico aspetto negativo di un provvedimento sul quale si fondano molti annunci trionfalistici da parte del mondo della politica. Non è proprio così. Le tipologie di fanghi che potranno essere buttati nei campi passeranno da 21 a 13, ma rimangono comunque il doppio di quelli consentiti dal Veneto e più dei 9 autorizzati dall’Emilia Romagna. 

Ma non è tutto, infatti la quantità dei fanghi che verrà ridotta per l’eliminazione degli 8 codici Cer (i codici che identificano le varie tipologie di rifiuto)  rappresenta solo il 3 per cento dei fanghi trattati in Lombardia. 

Vuol dire che tra un anno ci sarà una riduzione di  26mila e 200 tonnellate su quasi le 900mila attualmente buttate in tutta la regione. I fanghi non adatti ai campi, circa 26mila tonnellate all’anno, dovranno trovare destinazioni alternative. Il sospetto è che il termine “destinazione alternativa” possa essere tradotto in “bruciati negli inceneritori”. Anche perché la norma non prevede finanziamenti per incentivare la ricerca su tecnologie innovative e alternative. Per chiudere in bellezza, si fa per dire, manca qualsiasi menzione  allo spandimento dei gessi, la nuova frontiera del rudo. L’utilizzo dei fanghi potrebbe essere via via sostituito da quello dei gessi che hanno meno vincoli.

Luca Degrandi © Riproduzione riservata