Domenica 08 Dicembre 2019

Lomellina, il Terzo Mondo lombardo

Quando mi sono trasferita da Milano in un paesino del pavese ero felice di trovarmi più a contatto con la Natura, lontana dal caos dalla movida che ogni sera intasa i navigli, di godermi la pace del mio giardino e il cinguettio del mattino dei passerotti. 

Ben presto mi sono dovuta ricredere che il paradiso che avevo in mente, era da un’altra parte,  non qui in Lomellina, decantata come terra di riso. 

Ben presto mi rendo conto dello stato delle cose, mezzi pubblici scarsi se non del tutto assenti, l’autovettura si rende necessaria.

Io abituata alla mia indipendenza tra mezzi pubblici e car sharing, devo tornare a chiedere il passaggio al babbo per tornare da Milano, quando i mezzi pubblici lomellini non mi permettono di muovermi altrimenti. 

Mi occupo di aromaterapia e profumeria botanica, inizio a sentire lezzi maleodoranti evaporare dai terreni sui quali si coltiva il riso, vengo a scoprire dopo alcuni anni di ricerca e domande, cosa siano questi fantomatici ‘’fanghi’’ che la popolazione locale non sa ben definire e nemmeno ne conosce bene il contenuto, che ha etichettato sotto l’ignorante nome di ‘’cacche dei milanesi’’ !!!!!! (no comment!)

 Proseguo le mie personali indagini perchè mi piace sapere cosa respiro e cosa mangio, e scopro che la Lomellina e il Pavese hanno permesso di diventare la pattumiere della Lombardia se non dell’Italia! Sarebbe stata una campagna splendida, con le sue risaie, i paesaggi misteriosi della nebbia che sale e suoi boschi, cascine trasformate in SPA dove noi milanesi, ma non solo, ci piace tanto trascorrere il tempo libero tra massaggi e percorsi benessere, invece si è scelto di tramutare una terra ricca di risorse in una pattumiera a cielo aperto! che sta velocemente degradando e impoverendosi.

Ho fatto uscire altri articoli perchè dal mio rubinetto di casa  usciva acqua marrone 3 giorni su 5!! Io abito a Tromello, ma ancora per molto poco. Domando: In Lombardia e nel 21 esimo secolo, acqua marrone dal rubinetto e i tromellesi lo trovano normale????!!! (no comment!)

 Ma l’accento lo voglio mettere sullo stato a dir poco scandaloso delle strade. Questa sera rincaso alle 19.30/20 passando da Lomello verso Scaldasole e l’intero tratto provinciale oltre ad essere un vero e proprio colabrodo, manca del tutto della segnaletica di divisione di carreggiata! 

Andavo a 50 km orari perchè tra la pioggia, segnaletica mancante e buche che sembravano trafori del Monte Bianco, non mi azzardavo ad andare più veloce, nonostante questo pazzi sfrecciavano alla mia sinistra sorpassandomi, e poi quando ci scappa il morto annunciamo la disgrazia???!!! 

Mi duole dirlo ma con gli occhi di una milanese, nata da un papà milanese doc, nata e cresciuta in una metropoli che con i suoi pregi e difetti è abituata a crescere ed evolversi con mente aperta per cogliere le opportunità, mi sono ritrovata a fare i conti con il terzo mondo, in una popolazione per lo più con mentalità chiusa e obsoleta, che teme di parlare e sopratutto di scrivere, non si tratta di una questione di istruzione scolastica ma di un’attitudine a non nascondere la testa sotto la sabbia per non voler vedere. 

La parola chiave dei più è ‘’tanto non serve a niente’’ mi chiedo dove l’uomo sarebbe arrivato se un Leonardo Da Vinci o un Galileo Galilei si fossero fermati alle prime difficoltà, mi sembra più un atteggiamento mediocre per scaricare la responsabilità su tutti, fuorchè su sè stessi, ma questo è un atteggiamento tipico dell’italiano medio. 

Milano si è evoluta anche grazie alle numerose immigrazioni provenienti dall’Italia e dal resto del mondo.  Milano è città del mondo, la sua mentalità aperta è dovuta anche grazie a questo, nel pavese chi ci arriva, ci arriva solo perchè abbagliato dall’ingannevole illusione dei prezzi delle case decisamente bassi in confronto a quelli del milanese, ma ben presto è costretto a  scontrarsi con una realtà ferma agli anni 70, come la definisco io, un  pò vintage, e ritornare frettolosamente sui propri passi, perchè al grigiore di un paese senza alberi, senza parchi e giardini, senza vita... si rischia di morire prima e lentamente, si rischia di morire mentre ancora si respira. L’unico ‘’verde’’ sono i campi che, se in primavera possono essere anche piacevoli alla vista, il tremendo fetore che trasudano fanno scappare a gambe levate!! L’economia del pavese è tutto fuorchè rigogliosa, che forse la causa non sia anche da ricercare nella pattumiera che è stata fatta diventare? 

Dagli odori fortemente sgradevoli si scappa, perchè l’olfatto ci permette di distinguere ciò che è malsano da ciò che benefico, ho abitato sempre in centro città e mai in 40 anni mi è capitato di non poter tenere le finestre aperte per le puzze. 

Chiedo scusa se quanto scritto possa aver turbato l’amore per la propria terra, non era questo di certo l’intento di offendere nessuno, ma piuttosto un modo per esporre una situazione di grande degrado e disagio che si vive qui, che in molti vedono ma in pochi, pochissimi hanno desiderio di portare alla luce.  Personalmente mi arrabbio molto se parlano male della mia amata città, ma altrettanto mi dispiace che una provincia ricca di opportunità sia diventata il terzo mondo. 

Questa sera ho inviato una pec alla Provincia denunciando lo stato delle strade e del tratto indicato, specificando che se dovessi avere danni a cose o persone causate dallo stato del manto stradale avrei denunciato il fatto alle autorità e richiesto i danni.  Forse in pochi lo fanno? Forse in troppi circolano senza assicurazione o patente? 

Preferendo a tal punto pagarsi i danni? Le mie sono solo congetture, sta di fatto che mi aspetto da una provincia della Lombardia qualcosa di più, mi aspetto SICUREZZA SULLE STRADE, MEZZI PUBBLICI, ACQUA POTABILE E MENTALITA’ APERTA.


Carissima lettrice, guardi io sono nato qui, anzi nella casa dove abito ininterrottamente dalla nascita. Dunque sono certamente lomellino, figlio di almeno sei generazioni di lomellini.  Ma questa non è la mia terra! 

Ma siamo matti! Questa è la terra che è stata depredata e umiliata da una branco di lestofanti che se ne sono impossessati e che hanno venduto la loro terra, la loro dignità, la loro esistenza, i loro figli, a interessi evidentissimi che sono contro la Lomellina. Ma purtroppo per rendercene conto dobbiamo leggere l’analisi serena, dettagliata, estremamente onesta, di una persona, lei, che è caduta nel tranello, che è arrivata senza essersi accorta che qui tutto stava andando a rotoli. Vede qui arrivano le ditte fanghi e i sindaci dicono che non c’entrano, chiudono gli ospedali e i sindaci accusano chi lo dice. 

Ci sono le strade distrutte e si cerca di evitare le buche, non di chiuderle. Le do un consiglio: vada su una collina in Monferrato, oppure in Oltrepò, guardi il panorama verso la pianura e vedrà sopra la Lomellina una nuvola di strano fumo grigio, che mette insieme raffinerie, termodistruttori pubblici o privati, e che incrementa, potenzia, la nebbia di stagione. Un “aiuto” velenoso alla ex bellezza della nostra terra. E dopo le consiglio di andare ad abitare in un posto dove almeno la gente abbia il coraggio di guardarsi attorno, senza aspettare che lo faccia un “forestiero”. Grazie.

Giovanni Rossi

 



Gaia Colombi © Riproduzione riservata