Martedì 21 Maggio 2019

L'Europa tra popoli e finanza

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  • 24 Aprile 2019

Tra le mille bugie di questa Europa da quasi 30 anni governata dalla finanza, spicca la bugia più clamorosa, la frase ad effetto che meno risponde alla verità:  l’Europa avrà mille difetti, ma ha garantito 75 anni di pace. Una frase fatta, che è diventato un ritornello che viene ribadito in tutte le salse in una vigilia rovente per le elezioni europee.

In verità l’Europa vive da decenni una guerra senza cannoni e carri armati, una guerra dove non ci sono morti ma “non nati”, una guerra che si combatte in giacca e cravatta, senza alcuna esclusione di colpi, una guerra dove ci sono milioni di sconfitti e pochissimi vincitori, una guerra dove il potere si è sempre mantenuto con il ricatto della paura, o con quello della povertà.

La paura che oltre “questa” Europa ci sia solo il caos, il nazismo, il razzismo. 

In questo modo la finanza europea si è garantita il potere, ha creato e distrutto, ha portato una guerra eterna in Medio Oriente, in nord Africa, ha gettato sul lastrico nazioni intere, ha comprato nazioni, ha portato in Europa milioni di disperati da usare come gli schiavi del terzo millennio.

Ora, giunti alla primavera 2019, questa Europa della finanza, delle banche, dei poterti forti, per la prima volta in 75 anni si trova di fronte alla possibilità di essere sconfitta, di vedere il Vecchio Continente tornare l’Europa dei popoli e non della finanza. Un pericolo mortale per interessi di centinaia di miliardi di euro, che viene affrontato dai poteri forti della finanza europea mettendo in campo il più colossale sistema mediatico mai visto prima. Centinaia di radio e di televisioni che ogni giorno martellano incessantemente i popoli europei perché votino alle lezioni europee contro se stessi, perché diano ancora forza agli interessi dei finanzieri, delle multinazionali, delle banche.

Perché se in Italia vince il popolo questa Europa di cartapesta non potrebbe più assorbire il colpo. Perché l’Europa della finanza ha già perso la Gran Bretagna, ha già distrutto la Grecia del collaborazionista  Tsipras, e non può perdere anche l’Italia.

In Italia la battaglia contro l’Europa dei popoli è ovviamente la battaglia contro il governo 5 Stelle – Lega, di Giuseppe Conte, che ha visto con la bava alla bocca quel simpatico tedesco con la parrucca che ha definito Conte un burattino, oppure il solito Juncker che dal Lussemburgo (nazione delle banche e paradiso fiscale) si è impossessato delle chiavi dell’Europa e dà lezioni quotidiane di ignoranza. Una incredibile sceneggiata, dove ogni giorno su ogni giornale, su ogni televisione, ogni provvedimento preso del governo a favore dei cittadini finisce in un tritacarne che segue il verbo delle banche e dei finanzieri.

E’ spuntata persino L’Aquila, capitale dello sfascio italiano da dieci anni, di cui si chiede la ricostruzione. Già come hanno fatto Berlusconi, Monti, Letta, Renzi e Gentiloni. Una comica senza dignità, giocata sulle vittime di quel dramma che vengono strumentalizzate per mantenere il potere costituito.

Persino il festival di Sanremo è diventato il festival contro Salvini. 

E se in Francia sono apparse scritte naziste nei cimiteri ebraici (che strano nessuna immagine della videosorveglianza!) in Italia persino la legge che permette di non morire sul posto di lavoro, vale a dire la cosiddetta “Quota 100”, viene strumentalizzata da Confindustria, con la nostalgia di quando i governi scrivevano la legge finanziaria sotto dettatura della Confindustria. Mentre i capi di Confindustria portavano le loro aziende all’estero, mentre tutte le industrie italiane più prestigiose finivano in mano straniera. Pensiamo solo che non esiste più alcuna azienda di moda italiana. Pensiamo all’agroalimentare che è ormai straniero, pensiamo all’industria meccanica, con decine e decine di medie imprese finite (basta ricordare solo il settore delle moto) prima sul lastrico e poi vendute o fallite.

Ma per decenni i cittadini italiani votavano secondo i voleri dell’Europa della finanza, in quella idea delle grandi alleanze in cui le ideologie svaniscono e conta solo il potere del più forte, il potere del denaro. Ed ecco che è svanita la piccola industria, strangolata da banche e burocrazia, è svanita l’agricoltura, per lasciare posto a un latifondo che ha fatto perdere milioni di posti di lavoro. Anzi è proprio svanito il concetto del lavoro come mercato, come ascensore sociale. Perché sono stati i nuovi schiavi, gli immigrati africani, a costituire l’ossatura della società dei diversi, la società dei poveri che devono pagare per far arricchire i ricchi.

Attenzione non certo un fenomeno italiano, ma europeo, calibrato, programmato da questa Europa della finanza che è Europa dell’ingiustizia. Per questo la Gran Bretagna ha preferito lasciare l’Europa della finanza, per questo la Francia è stata presa d’assedio dai suoi cittadini con il gilè giallo, che con una incredibile faccia tosta Macron ha definito prima di estrema destra e poi di estrema sinistra: le due grandi paure dell’Europa della finanza, che vorrebbe tutti insieme, tutti d’accordo, tutti pronti a non fare figli per far lavorare quasi gratuitamente quei poveracci fatti arrivare con i banconi. 

E ecco allora che arrivano le navi che vanno a prendere i profughi. Con una domanda: chi paga? Chi paga le navi, gli equipaggi, che ogni settimana dichiarano guerra al ministro Matteo Salvini per entrare in un porto italiano? Già, una guerra, una guerra vera, senza che non si sappia chi la combatte. Oppure si sa benissimo. 

Una guerra come quella contro leggi che tutelino le donne, leggi che il governo Conte porta avanti contro una opposizione tanto inspiegabile quanto totale. Una guerra contro leggi che difendano i cittadini dai delinquenti. Leggi per una sanità che guarisca i malati e che non sia un gigantesco bacino di corruzione.

Perché quello che questa Europa non sopporta è che si possa anche solo parlare di un modello diverso di sviluppo. 

Un modello che preveda non una Fondo monetario internazionale per ingrassare le banche, ma un Istituto europeo contro il cancro, che unisca le forze di un continente per la salute dei suoi cittadini. Perché non si fa?

In questa guerra che non vuole che i giovani abbiano un futuro stabile, che possano mettere su famiglia, fare figli, l’Europa delle banche ha creato la “bolla immobiliare” che ha fatto impazzire i prezzi delle case, costringendo i giovani a restare in casa con i genitori. 

In questa guerra dell’Europa della finanza una nazione come la Grecia è stata letteralmente comprata dall’asse franco - tedesco, in una sorta di vendetta dei barbari contro la culla mondiale della civiltà. Perché oggi la Grecia è diventata una colonia, invasa da truppe europee. 

Ecco la guerra che oggi si combatte in Europa, una guerra vera, dove non esiste più neppure una radio di canzonette che non si sbracci contro l’Europa dei popoli, quella che vorrebbero Movimento 5 Stelle e Lega. 

Una guerra dove la televisione di Stato va a intervistare i nemici dell’Italia, quelli che portano gli immigrati in Italia sulle auto della polizia e poi ci danno dei razzisti.

Quelli che guardano con terrore al voto dei popoli.

In questo modo la finanza europea si è garantita il potere, ha creato e distrutto, ha portato una guerra eterna in Medio Oriente, in nord Africa, ha gettato sul lastrico nazioni intere, ha comprato nazioni, ha portato in Europa milioni di disperati da usare come gli schiavi del terzo millennio.

Ora, giunti alla primavera 2019, questa Europa della finanza, delle banche, dei poterti forti, per la prima volta in 70 anni si trova di fronte alla possibilità di essere sconfitta, di vedere il Vecchio Continente tornare l’Europa dei popoli e non della finanza. 

Un pericolo mortale per interessi di centinaia di miliardi di euro, che viene affrontato dai poteri forti della finanza europea mettendo in campo il più colossale sistema mediatico mai visto prima. Centinaia di radio e di televisioni che ogni giorno martellano incessantemente i popoli europei perché votino alle lezioni europee contro se stessi, perché diano ancora forza agli interessi dei finanzieri, delle multinazionali, delle banche.

Perché se in Italia vince il popolo questa Europa di cartapesta non potrebbe più assorbire il colpo. Perché l’Europa della finanza ha già perso la Gran Bretagna, ha già distrutto la Grecia del collaborazionista  Tsipras, e non può perdere anche l’Italia.

In Italia la battaglia contro l’Europa dei popoli è ovviamente la battaglia contro il governo 5 Stelle – Lega, di Giuseppe Conte, la battaglia del  solito Juncker che dal Lussemburgo (nazione delle banche e paradiso fiscale) si è impossessato delle chiavi dell’Europa e dà lezioni quotidiane di ignoranza. Una incredibile sceneggiata, dove ogni giorno su ogni giornale, su ogni televisione, ogni provvedimento preso del governo a favore dei cittadini finisce in un tritacarne che segue il verbo delle banche e dei finanzieri.

Persino il festival di Sanremo è diventato il festival contro Salvini. 

E se in Francia sono apparse scritte naziste nei cimiteri ebraici (che strano nessuna immagine della videosorveglianza!) in Italia persino la legge che permette di non morire sul posto di lavoro, vale a dire la cosiddetta “Quota 100”, viene strumentalizzata da Confindustria, con la nostalgia di quando i governi scrivevano la legge finanziaria sotto dettatura della Confindustria. Intanto che i capi di Confindustria portavano le loro aziende all’estero, e le industrie italiane più prestigiose finivano in mano straniera. Pensiamo solo che non esiste più alcuna azienda di moda italiana. Pensiamo all’agroalimentare che è ormai straniero, pensiamo all’industria meccanica, con decine e decine di medie imprese (basta ricordare solo il settore delle moto) prima sul lastrico e poi vendute o fallite.

Ma per decenni i cittadini italiani votavano secondo i voleri dell’Europa della finanza, in quella idea delle grandi alleanze in cui le ideologie svaniscono e conta solo il potere del più forte, il potere del denaro. Ed ecco che è svanita la piccola industria, strangolata da banche e burocrazia, è svanita l’agricoltura, per lasciare posto a un latifondo che ha fatto perdere milioni di posti di lavoro. Anzi è proprio svanito il concetto del lavoro come mercato, come ascensore sociale. Perché sono stati i nuovi schiavi, gli immigrati africani, a costituire l’ossatura della società dei diversi, la società dei poveri che devono pagare per far arricchire i ricchi.

Attenzione non certo un fenomeno italiano, ma europeo, calibrato, programmato da questa Europa dell’ingiustizia. Per questo la Gran Bretagna ha preferito lasciare l’Europa della finanza, per questo la Francia è stata presa d’assedio dai suoi cittadini con il gilè giallo, che con una incredibile faccia tosta Macron ha definito prima di estrema destra e poi di estrema sinistra: le due grandi finte paure dell’Europa della finanza, che vorrebbe tutti insieme, tutti d’accordo, tutti pronti a non fare figli per far lavorare quasi gratuitamente quei poveracci fatti arrivare con i banconi. 

E ecco allora che arrivano le navi che vanno a prendere i profughi. Con una domanda: chi paga? Chi paga le navi, gli equipaggi, che ogni settimana dichiarano guerra al ministro Matteo Salvini per entrare in un porto italiano? Già, una guerra, una guerra vera, senza che non si sappia chi la combatte. Una guerra come quella contro leggi che tutelino le donne, leggi che il governo Conte porta avanti contro una opposizione tanto inspiegabile quanto totale. Una guerra contro leggi che difendano i cittadini dai delinquenti. Leggi per una sanità che guarisca i malati e che non sia un gigantesco bacino di corruzione.

Perché quello che questa Europa non sopporta è che si possa anche solo parlare di un modello diverso di sviluppo, che preveda non una Fondo monetario internazionale per ingrassare le banche, ma un Istituto europeo contro il cancro, che unisca le forze di un continente per la salute dei suoi cittadini. Perché non si fa?

In questa guerra che non vuole che i giovani abbiano un futuro stabile, che possano mettere su famiglia, fare figli, l’Europa delle banche ha creato la “bolla immobiliare” che ha fatto impazzire i prezzi delle case, costringendo i giovani a restare in casa con i genitori. 

In questa guerra dell’Europa della finanza una nazione come la Grecia è stata letteralmente comprata dall’asse franco - tedesco, in una sorta di vendetta dei barbari contro la culla mondiale della civiltà. Perché oggi la Grecia è diventata una colonia, invasa da truppe europee. 

Ecco la guerra che oggi si combatte in Europa, una guerra vera, dove non esiste più neppure una radio di canzonette che non si sbracci contro l’Europa dei popoli, quella che vorrebbero Movimento 5 Stelle e Lega. 

Una guerra dove la televisione di Stato va a intervistare i nemici dell’Italia, quelli che portano gli immigrati in Italia sulle auto della polizia e poi ci danno dei razzisti.

Quelli che guardano con terrore al voto dei popoli.

Giovanni Rossi © Riproduzione riservata