Mercoledì 28 Settembre 2022

L’Arpa smentisce Damiani (Ricercatore Cnr) e Soffritti

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  • 27 Marzo 2019

Gentile direttore, 

in riferimento all’articolo apparso sullo scorso numero de l’Informatore Lomellino dal titolo: “Rifiuti, diossine e morte: cronaca di una Lomellina distrutta dall’inquinamento” di Luca Degrandi e alla lettera “Inquinamento e i dati patacca” di Renato Soffritti, Arpa Lombardia specifica quanto segue: 


“Senza entrare nel merito di valutazioni non di competenza di ARPA, si evidenzia che alcune delle considerazioni riportate nel testo dell’articolo di Degrandi e attribuite al ricercatore CNR Giuseppe Damiani appaiono fuorvianti. 

In particolare, è opportuno precisare che i filtri posti sullo scarico delle auto diesel fermano fisicamente le particelle. Infatti, quando il materiale raccolto sul filtro stesso riduce o blocca il passaggio dei gas di scarico generando un’eccessiva contropressione, avviene la cosiddetta rigenerazione: del gasolio viene iniettato nel filtro e il materiale lì raccolto sostanzialmente brucia, trasformandosi in gran parte nell’anidride carbonica (CO2), un gas a effetto serra che contribuisce ai cambiamenti climatici ma che non è un inquinante (viene emesso anche da tutti noi durante la respirazione).

I filtri industriali che raccolgono le polveri emesse dagli impianti non le distruggono ma permettono di evitare che finiscano nell’aria. I filtri sono, infatti, regolarmente “puliti” e il materiale viene smaltito in modo da evitare che le sostanze presenti si disperdano nell’ambiente. 

Nei processi industriali, come per esempio gli inceneritori di rifiuti, gli impianti sono costruiti in modo da minimizzare le emissioni di diossine, che in generale vengono trasformate e abbattute prima di uscire dall’impianto. 

Purtroppo, ciò non accade per altre sorgenti quale la combustione della legna in stufe e caminetti e, ancor più, nelle combustioni all’aperto dove la combustione è meno controllata (o nulla), e non ci sono presidi di riduzione delle emissioni. La somma di tali contributi, seppure piccoli se presi singolarmente, può superare ampiamente per molte sostanze quelle di un impianto di incenerimento rifiuti”.


 In riferimento alla lettera del Sig. Soffritti, invece, si precisa che:

 “Ciascuno può elaborare i dati dell’inventario delle emissioni INEMAR come meglio ritiene: Arpa, infatti, rende pubbliche tutte le valutazioni e i dati prodotti. Sarebbe auspicabile, però, qualora qualcosa non risulti spiegabile o sia considerato poco chiaro, rivolgersi alla stessa Agenzia chiedendo chiarimenti o approfondimenti; l’indirizzo mail inemar@arpalombardia.it, come quello dell’URP di Arpa, hanno sempre assolto egregiamente anche questa funzione.

Nella lettera del Sig. Sofritti, si evidenziano supposte incongruenze sulle emissioni INEMAR tra i dati 2012 e quelli del 2014, in particolar modo per le emissioni di alcuni comparti nel comune di Mortara. Si precisa, a tal proposito, che effettivamente non sempre i dati tra le diverse annualità sono immediatamente confrontabili perché ogni anno si usano tutte le informazioni disponibili per quell’anno specifico, che non necessariamente sono le stesse disponibili per gli anni successivi. Nel caso indicato, si rileva come la stima delle emissioni relative alla combustione per alcune aziende a Mortara sia stata valutata nel 2012 sulla base di misure reali. Tali rilevazioni, tuttavia, non erano disponibili nel 2014, ragione per cui sono state usate stime basate sui fattori di emissioni (cautelativi) suggeriti dall’Agenzia Europea dell’Ambiente.

 Non c’è quindi nessun errore (tanto meno nei dati 2012), ma solo un uso, di volta in volta, il più completo e dettagliato possibile delle informazioni disponibili. Le altre valutazioni riportate fanno riferimento a libere associazioni tra i dati disponibili in INEMAR, su cui non entriamo nel merito in questa sede. Appaiono però del tutto fuori luogo sia il titolo dato al pezzo sia alcuni giudizi che avrebbe espresso il dott. Damiani in merito a chi svolge, invece, con serietà e competenza il proprio lavoro.

Arpa Lombardia


Ringraziamo per l’attenzione che Arpa dimostra per un tema gravissimo per la Lomellina, se non drammatico, che imporrebbe la massima attenzione a tutti i giornali. Ovviamente il nostro riporta testualmente le affermazioni del ricercatore del CNR dottor Giuseppe Damiani, e quelle di Renato Soffritti. 

Apprezziamo la dovuta e comprensibile difesa che Arpa fa delle proprie posizioni, ma sottolineamo come sia anche importante per Arpa valutare con attenzione opinioni qualificate e circostanziate, seppur differenti dalle sue. 

La disponibilità ad ascoltare, a cambiare idea, è sintomo di intelligenza, specie alla luce della realtà lomellina, dei tanti errori del passato e del delicato ruolo dell’ente pubblico.

Giovanni Rossi

 


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