Martedì 21 Maggio 2019

La stangata di Farina, L’accusa,“Sta tosando i cittadini” Lui replica “Mantengo i servizi”

“Tosaggio dei garlaschesi” questo è l’attacco di Spialtini all’amministrazione Farina durante il consiglio comunale del 28 febbraio. Nel mirino  l’aumento dell’addizionale Irpef, della Iuc e della Tari e per l’eterna questione degli autovelox. 

La pietra dello scandalo è l’aumento dell’addizionale Irpef portato all’0,8 per cento (limite massimo consentito per legge). E Spialtini, supportato da Carlo Ceschi del Movimento 5 Stelle, parla di tosaggio, parola che oramai è diventata un marchio di fabbrica della polemica di Spialtini.

“Paga Pantalone”, dice Spialtini, sia sull’aumento dell’Irpef, sia sull’ “ignobile misura” degli autovelox “fortunatamente” cancellata dal prefetto. Sono ben trecentomila euro che vengono prelevati dalle tasche dei garlaschesi” che Spialtini va a domandarsi dove vanno a finire. Carlo Ceschi sottolinea, agganciandosi al discorso di Spialtini, il fatto che non sono state realizzate opere utili.

A questa polemica si aggiunge quella, eterna, sugli autovelox, l’altro tosaggio, cui si aggiunge la questione dello speed scout “che è oltre il tosaggio – aggiunge Spialtini – è come la rapata che si fa ai marines una volta arruolati”.

La risposta di Farina non si fa attendere: bisogna tassare per riuscire a mantenere i servizi sociali, che aumentano di anno in anno, bisogna toccare le imposte. 

“Io non ho toccato l’Imu, ma sono andato a prendere qualcosa dall’Irpef - dice Farina - Bisogna riparare tetti pericolanti, aiutare chi non può permettersi la mensa: i soldi vanno presi da qualche parte. Sul sociale non facciamo passi indietro”. Mentre l’assessore ai lavori pubblici Santagostino risponde a Ceschi: i fondi per opere come la pista ciclabile non sono presi dall’Irpef.

Sulla questione autovelox Farina è categorico: sicuramente è un mezzo “piuttosto disonesto” ma gli altri Comuni non agiscono molto diversamente. E se la prende col prefetto: non è stato corretto farci levare gli autovelox senza avvertirci e a causa della stampa. Ma è un deterrente per chi va oltre i limiti “bisogna castigarli”.

Gli autovelox, però, erano piazzati su un rettilineo senza case. I verbali delle multe, in gran parte, parlano di sanzioni comminate per una violazione per pochi chilometri, al di sotto della soglia di tolleranza (72 o 73 chilometri su un limite di 70). Cui si aggiunge lo speed scout.

“Se non è tosaggio questo...” chiude Spialtini.

Andrea Sartori © Riproduzione riservata