Domenica 22 Maggio 2022

La Savini interroga sulla fobia-sicurezza

Camion, fioriere, transenne, valichi e strade blindate: per organizzare una sagra a prova di attentato sembrerebbe volerci misure straordinarie di ogni tipo. Ma è proprio necessario ricorrere a tutto ciò? Una domanda che sarà posta anche da Paola Savini nel corso del prossimo consiglio comunale. Ciò che, per ora, è invece chiaro è che le complicazioni, dal 2017 ad oggi, sono in continuo aumento. Così la città dell’oca è sempre più nemica delle “feste”. Eppure altrove non è poi così difficile organizzare degli eventi di grande richiamo, pur nel rispetto delle norme di sicurezza introdotte dopo gli attentati terroristici degli ultimi anni. Per queste ragioni il consigliere comunale di minoranza Paola Savini ha presentato un’interrogazione proprio sul tema delle nuove e numerose difficoltà oggettive nell’attività organizzativa e logistica delle manifestazioni pubbliche. Una montagna di prescrizioni aggiuntive introdotte nelle nuove direttive imposte dal comando di Polizia locale in tema di sicurezza pubblica. “E’ opportuno che la maggioranza spieghi a tutto il consiglio comunale – spiega Paola Savini - la richiesta di chiusura antiterrorismo delle strade urbane durante gli eventi più comuni in città, dal punto di vista normativo eventualmente facendo richiesta al Prefetto affinché dia spiegazione sulla corretta applicazione delle norme in tema di sicurezza legate all’autorizzazione delle manifestazioni e sagre. Così si potrebbe evitare un’univoca interpretazione sulla necessità o meno di chiusura antiterrorismo delle strade urbane durante lo svolgimento delle stesse. Il centro città si presta per ospitare manifestazioni che si svolgono lungo le vie cittadine soprattutto nei mesi compresi tra maggio e settembre. Molte associazioni private si adoperano per animare la città con enormi sforzi di risorse umane e anche economiche. Però il susseguirsi di normative nazionali e regionali in tema di sagre e manifestazioni rende già di per sé sempre più difficoltoso il percorso di richiesta autorizzativa allo svolgimento di questi eventi”. Ostacoli che penalizzano fortemente quei cittadini che, del tutto volontariamente, si impegnano con enorme impegno di ore lavorative, per organizzare manifestazioni che animano la città. Inoltre, di fatto, le nuove normative non sembrano portare a un miglioramento della qualità del servizio reso al cittadino.”Dal punto di vista della sicurezza, il Prefetto di Pavia si è espresso in maniera chiara - conclude Paola Savini -  circa gli aspetti da valutare per l’incolumità pubblica, attività che non fanno minimamente riferimento alla necessità di dispositivi antiterrorismo di chiusura delle strade di accesso all’area della manifestazione. La circolare Gabrielli, a cui si fa riferimento per la chiusura dei possibili varchi di accesso all’area occupata dal pubblico, è chiaramente riferita a eventi di pubblico spettacolo e come tali esiste una specifica normativa non applicabile a manifestazioni o sagre generiche”. 

Luca Degrandi © Riproduzione riservata