Domenica 08 Dicembre 2019

La Lomellina soffocata dal caldo, la grande sete delle coltivazioni e l’asciutta di torrenti e canali

Gli acquazzoni di sabato scorso che hanno messo a disagio gran parte del Nord Italia non hanno migliorato la situazione della Lomellina, che non ha visto nemmeno una goccia della tanto agognata acqua. Senza essere alimentati dalla pioggia da ormai molto tempo, i principali corsi d’acqua naturali sono ridotti a rigagnoli d’acqua a scorrimento estremamente lento e i canali artificiali hanno portata ridotta.

L’Agogna, nei pressi di Campalestro, è praticamente ferma e i pesci qui presenti, i primi a subire le ripercussioni della carenza idrica, si ritrovano in acqua stagnante (si tratta in prevalenza di carpe e barbi, alcuni dei quali, secondo le testimonianze dei testimoni, anche di grandi dimensioni, tutti intrappolati nei punti più profondi in prossimità dei piloni del ponte). 

L’alta temperatura di questi giorni ha infatti innalzato automaticamente anche quella dell’acqua, facendo comparire le prime nitte verdi che si sono accumulate sulla superficie, impedendone una corretta ossigenazione. Situazione simile, se non peggiore, anche per l’Arbogna, che a stento riesce ad irrigare tutti i campi che dovrebbe rifornire e che fino a Cergnago ha mantenuto un’altezza decente solo perché le paratie all’inizio di San Giorgio sono rimaste totalmente chiuse. 

Gli effetti di questa siccità si sono fatti sentire principalmente in agricoltura, in un periodo in cui l’irrigazione è assolutamente necessaria: l’acqua è poca e difficilmente si riesce a raggiungere tutti i campi con la quantità d’acqua necessaria. 

Nei giorni scorsi, ad esempio, non sono stati pochi i casi di campi di mais evidentemente segnati da questa carenza idrica. 

Solo le acque provenienti dal Cavour costituiscono una riserva d’acqua abbastanza sicura e continua, anche se le estese campagne di Mortara, Cergnago, San Giorgio (per citare alcune località attraversati dal suo sub-diramatore) non possono certo contare esclusivamente su di esso. 


Nicholas Scotti © Riproduzione riservata