Giovedì 21 Marzo 2019

La Lomellina resta capitale dei rifiuti, miliardi di chili in arrivo da Napoli al termo di Parona

Siglato l’accordo con il Comune, la gestione dell’impianto garantisce 700mila euro l’anno alle casse del paese e lo smaltimento gratuito e del pattume

Sono 6 milioni le tonnellate di rifiuti da Napoli, cioè 6 miliardi di chili di rudo “verace”, che dovranno essere bruciati nel nord Italia e Parona sembra essere in pole position. Una massa enorme di rudo, che garantirà al Comune la bella sommetta di 1 milione e 850mila euro in due versamenti fino al 2026, più i contributi ordinari per il tonnellaggio dei rifiuti bruciati, calcolati intorno ai 480mila euro annui. 

Sarà questo il denaro che la capitale dell’Offella e delle puzze riceverà “in cambio” di avere l’inceneritore in casa, dopo la nuova convenzione appena firmata. Inoltre il Comune continuerà a non pagare lo smaltimento dei propri rifiuti solidi urbani. La cifra incassata dal Comune, 700mila euro in media ogni anno, aumenta anche se l’Inceneritore lavora meno. In attesa della nuova caldaia, prevista nel 2021, le tonnellate di immondizia bruciata sono soltanto 220mila. 

La capacità a pieno regime sarebbe invece di 380mila. La nuova caldaia, con un investimento altissimo, “spegnerà” per sempre la vecchia linea 1. Si aspetta per far tornare l’impianto a pieno regime lo smaltimento di rifiuti di altre regioni italiane, in particolare della Campania. E solo da questa regione ci sono 6 milioni di tonnellate di “rudo” che verranno bruciate dagli inceneritori di tutto il Nord, tra cui Parona.

I nuovi accordi sostituiscono quelli stilati nel 2015, in scadenza a marzo 2019, che prevedevano mezzo milione fisso ogni 12 mesi indipendentemente dal tonnellaggio dell’immondizia incenerita. 

I due versamenti saranno una tantum. Il primo ammonta a 700mila euro e verrà elargito all’inizio dei lavori della nuova caldaia, probabilmente nel 2020. Il secondo, di 1.150.000 euro, sarà all’avvio della nuova linea. Inoltre ci saranno due contributi ordinari fissi, che saranno maggiori per le prime 140mila tonnellate di rifiuti bruciati in modo da garantire al Comune un’entrata anche in caso di incidenti o di stop importanti. 

Le cifre a cadenza annuale ammontano a 3 euro e 50 centesimi ogni tonnellata per le prime 140mila, e 50 centesimi per le restanti. Dopo l’avvio della caldaia e fino al 31 dicembre 2026, i 50 centesimi diventeranno un euro e 50. 

“Facendo una moltiplicazione si vede che arriveranno almeno 480mila euro all’anno – prosegue Lorena – e negli ultimi anni il Termo, che può bruciare fino a 380mila tonnellate all’anno, ne ha bruciate in media 220mila. Questi accordi terranno il nostro bilancio in attivo e permetteranno di costruire opere importanti. Inoltre è stato garantito l’impegno di Lomellina Energia per l’inserimento lavorativo ai residenti e il mantenimento delle piante perimetrali all’impianto”.

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