Venerdì 18 Ottobre 2019

La dittà Bertè dichiarata fallita. Abbà: ma ora chi bonifica l’area del disastro?

La sentenza è arrivata lo scorso 2 luglio: la società Eredi Bertè è stata dichiarata fallita. La sentenza è stata emessa dal tribunale fallimentare di Pavia su istanza di due creditori. Il curatore fallimentare il commercialista Gino Mario Socci, professionista con studio a Vigevano.

Il nuovo capitolo legato alla ditta di smaltimento rifiuti di via Fermi ha allarmato Giuseppe Abbà, unico rappresentante dell’opposizione da sempre in trincea sui temi ambientali e della salute pubblica. Infatti lunedì scorso, 8 luglio, il rappresentante della sinistra locale ha immediatamente presentato un’interpellanza per avere chiarimenti da parte del primo cittadino. Ci  saranno le adeguare risposte in consiglio comunale?

“Sono preoccupato – scrive Giuseppe Abbà - come molti altri cittadini, delle possibili conseguenze sulla bonifica dell’area, considerato che sono passati quasi due anni dall’incendio del cumulo dei rifiuti depositato presso la ditta in oggetto, cumulo ben oltre le autorizzazioni precedenti, depositato senza adeguati controlli. Alla luce del fallimento della ditta Eredi Bertè, quali sono le garanzie e i tempi per la bonifica dell’area, quali le coperture assicurative previste e l’eventuale esborso di denaro pubblico nel caso queste coperture non siano sufficienti. Inutile sottolineare che questa eventualità sarebbe estremamente grave, come gravi sono i tempi estremamente dilatati della bonifica”.

Storia di fiamme, di cumuli di rifiuti di ogni tipo andati in fumo e di 2 incendi… e mezzo. Il primo, terribile rogo al deposito di via Fermi è del 6 settembre 2017. Da quella mattina, e per sette giorni consecutivi, squadre di Vigili del fuoco arrivate da tutta la provincia hanno lottato conto la furia delle fiamme. Poi è arrivato il sequestro dell’area che, però, non ha impedito un secondo incendio. Era il 22 giugno 2018. Questa volta per domare il rogo ci vollero due giorni. In ambedue i casi, secondo Arpa, i livelli di diossina erano tollerabili, con un sforamento della soglia di allarme registrato solo il 6 settembre 2017. Infine, lo scorso 5 giugno, i pompieri sono intervenuti una terza volta. Dal cumulo di macerie, è stato detto in modo rassicurante dagli amministratori, usciva solo vapore. Per precauzione i vigili hanno comunque versato acqua per circa un’ora dopo essere stati allertati da alcuni cittadini preoccupati dalla vista del fumo/vapore. Così il bollettino si ferma a 2 incendi e mezzo. 

Nel frattempo il sito è stato dissequestrato e resta in  attesa della bonifica. 

Luca Degrandi © Riproduzione riservata