Martedì 19 Novembre 2019

Istruzione per stranieri: non ci sono più spazi per gli oltre 300 studenti

Da una buona scuola si possono avere buoni cittadini, ma da una pessima situazione scolastica si otterranno solo pessimi risultati. 
E pessime come le condizioni di oltre 300 studenti stranieri, iscritti ai corsi di alfabetizzazione serali, costretti ad accontentarsi di due sole aule per lo svolgimento delle lezioni. Come dire che ci sono studenti di serie A e studenti di serie B. Quest’ultimi sono quasi un peso per le istituzioni che, invece, dovrebbero garantire il diritto allo studio. Infatti, sono stati ridotti drasticamente gli spazzi riservati al Centro Provinciale Istruzione Adulti presso l’istituto “Clerici”. 
Inoltre la prospettiva per il prossimo anno è addirittura una chiusura definitiva del Cpia di Mortara. Una situazione che è diventata anche un “caso politico”, grazie all’intervento di Giuseppe Abbà che ha firmato una mozione per chiedere all’amministrazione di garantire spazi adeguati per i corsi del Cpia. Quest’anno dalle consuete cinque aule gli spazi a disposizioni sono passati a soli due locali, mentre in 4 anni l’utenza è più che raddoppiata, passando da 120 iscritti agli attuali 300. Il Cpia (Centro Provinciale Istruzione Adulti) è un importante istituzione scolastica che permette il recupero scolastico con il conseguimento del diploma di terza media, l’integrazione linguistica degli immigrati, alfabetizzazione e corsi di lingua aperti a tutti. 
“Ora – spiega il consigliere comunale di opposizione Giuseppe Abbà - la disponibilità di cinque aule è stata ridotta a due aule e mezza, nonché un deposito di materiale vario adibito anche a piccola segreteria. Evidentemente tutto ciò è assolutamente insufficiente. 
Se quattro anni fa, quando nacque il problema e la relativa protesta, gli alunni erano 120, attualmente sono oltre 300 nei corsi di alfabetizzazione e circa 50 nei corsi per la licenza media frequentati in genere da ragazzi italiani. Inoltre ben 60 sono in lista d’attesa e ogni insegnante deve occuparsi di ben 80 persone. Non esiste, causa la scarsità dello spazio, la possibilità di corsi d’informatica o altro. Oltretutto la prevista espansione della Clerici rischia, per il prossimo anno, di abolire il residuo spazio del Cpia, mentre il Comune ha provveduto ad uno stanziamento iniziale per l’affitto dei locali per il quale si era impegnato. Poi più nulla per anni fino ad una recente delibera”. 
In provincia di Pavia ci sono quattro sedi di questa istituzione: Pavia, Voghera, Vigevano e Mortara. L’importanza del centro, oltre a tutto il resto (integrazione, alfabetizzazione, recupero, apprendimento dell’italiano) è sottolineata dal fatto che la Prefettura chiede al centro di gestire gli esami di lingua (livello A2 – quadro comune riferimento europeo) per le pratiche relative all’ottenimento della carta di soggiorno a tempo indeterminato. Il Centro, in base alle varie leggi e sentenze, è equiparato alla scuola dell’obbligo e quindi spetta ai Comuni provvedere al suo funzionamento, mettendo a disposizione locali ed arredi. Dal Decreto Presidente della Repubblica del 2012, alla legge “Bassanini”. Esiste anche una sentenza della Corte dei Conti che, alla richiesta di un parere da parte del Comune di Samarate (VA) a quale ente spettino le spese di ufficio e se siano in esse comprese strumentazioni informatiche, dichiara che spettano ai Comuni gli interventi su sedi, arredi e strumentazioni per la scuola dell’obbligo (alla quale appunto sono equiparati i Cpia, come già precedentemente illustrato). “Nel 2014 il Cpia – ricorda infine Giuseppe Abbà -  era stato sfrattato dalla sede del Pollini di via Ospedale nell’assoluto disinteresse di Comune e Provincia. Dopo le proteste di alunni e insegnanti, una presa di posizione del Partito della Rifondazione Comunista e la raccolta di circa un migliaio di firme da parte di associazioni sensibili al problema, fu trovata su indicazione degli stessi insegnanti del Cpia una soluzione nei locali della Clerici”. 

Luca Degrandi © Riproduzione riservata