Giovedì 21 Novembre 2019

Incredibile: la ditta Bertè incaricata dal Comune della raccolta rifiuti, non pagava la tassa... rifiuti

Nella vicenda sconcertante del rogo Bertè mancava solo la ciliegina sulla torta: la ditta incaricata dal Comnune per lo smaltimento rifiuti non ha pagato al Comune la tassa... sui rifiuti! Ma non è tutto. Infatti le “dimenticanze”, per così dire, in ambito di imposte non finiscono qui. Riguardano anche la Tasi (tassa sui servizi indivisibili) e l’Imu. Un debito, quest’ultimo, che risale addirittura al 2012. Significa che per sette anni consecutivi l’imposta municipale unica è stata ignorata.

La ditta che per anni ha avuto un contratto di servizio per l’ente pubblico non è mai stata un contribuente affidabile. La situazione è naturalmente peggiorata nel 2017, anno del rogo, ma già da diversi anni la questione dell’evasione delle imposte sarebbe dovuta emergere. Tanto che il credito vantato dal Comune è stato stimato in oltre 40 mila euro. 

Però solo ora l’amministrazione sembra decisa a presentare il conto. Un’urgenza che ha anche una data di scadenza. Infatti la Eredi Bertè è stata dichiarata fallita pochi mesi fa. Il curatore fallimentare ha ora il compito di liquidare i creditori. Per farlo le istanze dei creditori devo essere presentate al curatore fallimentare entro il 23 settembre. 

Per questa ragione nei giorni scorsi l’ente pubblico ha fatto un po’ di conti: Imu non pagata dal 2012, Tasi non versata dal 2014 e tassa rifiuti non versata dal 2018. Infine c’è anche il “rischio fregatura”. Infatti quelli vantati dal Comune non sono crediti privilegiati, cioè non rientrano tra le somme che il curatore fallimentare deve pagare con precedenza rispetto ad altre. 

Anzi, è molto difficile che ci siano le risorse sufficienti per coprire i costi della bonifica dell’area di via Fermi. E’ certo che l’assicurazione non coprirà questi oneri. 

La compagnia assicurativa ha infatti respinto tutte  le richieste di risarcimento con la motivazione inconfutabile che la situazione del sito di stoccaggio fosse completamente difforme dalle prescrizioni di legge. E’ quindi fuori discussione che la bonifica possa contare su risorse prevenienti dai rapporti assicurativi. Il quadro desolante è completato da un inquietudine legame tra la Eredi Bertè e la società Eco Delphi, che si occupa ora della raccolta dei rifiuti ingombranti, che non offre garanzie di competenza tecnica, di solidità economico finanziaria, tali da giustificare un affidamento del servizio senza gara pubblica. 

Di contro una semplice verifica della composizione del capitale sociale e dei collegamenti oggettivi e soggettivi di Eco Delphi con il sistema Bertè avrebbe dovuto suggerire massima cautela.

Luca Degrandi © Riproduzione riservata