Martedì 10 Dicembre 2019

Il vento spazza i campi: ecco cosa resta dopo i fanghi

Mentre in Europa si dibatte sullo smaltimento della plastica e le varie associazioni ambientalistiche premono per un maggior rispetto dell’ambiente, in Lomellina le risaie si trasformano in discariche.

Che i fanghi abbiano ben poco a che fare con motivi di concimazione non è più una novità, ma ciò è diventato particolarmente evidente in questi giorni primaverili, quando i raggi del sole hanno svelato uno spettacolo raccapricciante. Molti campi che si trovano sul confine tra Cergnago (appena fuori dall’abitato) e Mortara, in cui già da diversi anni sono state smaltite migliaia di tonnellate di fanghi, sono infatti così saturi di altri rifiuti che sotto i raggi solari riflettono la luce e sembrano diventare un cielo stellato. Peccato che, appunto, in tutto ciò ci sia in realtà ben poco di romantico, dal momento che basta fare pochi passi all’interno di un campo per riconoscere senza difficoltà pezzi di plastica, metallo, cellofan, cavi, vetri e molto altro.

Certo, se qualcuno ancora ritiene che in questi fanghi non ci siano sostanze tossiche, non può sicuramente negare quest’altra evidenza, dove per vedere tutti questi rifiuti non occorre un microscopio o l’analisi di un laboratorio. 

Insomma, sembra proprio di vivere nella terra delle contraddizioni, dove i proprietari di questi campi pare che nemmeno se ne accorgano, facendo continuare regolarmente, di anno in anno, l’apporto di tonnellate di immondizia e sempre con una parola pronta a sdrammatizzare la situazione. 

Resta una domanda finale: ma che razza di controlli fanno prima di smaltire rifiuti nei campi chiamandoli fanghi?

Nicholas Scotti © Riproduzione riservata