Mercoledì 12 Dicembre 2018

Il tribunale di Trapani sequestra 1 miliardo e mezzo di beni dei Patti, con case, barche e società: “Interessi legati alla mafia”

È stato il tribunale di Trapani, su proposta del direttore nazionale della Direzione Investigativa Antimafia, a emanare un decreto di sequestro e confisca per gli eredi di Carmelo Patti. L’imprenditore, siciliano ma robbiese “di adozione”, morì nel gennaio del 2016 a 81 anni lasciando tre figli. Era l’ex proprietario della Valtur, ora in amministrazione straordinaria, e di Cablelettra. 
Il patrimonio sequestrato, secondo una stima prudente, raggiunge il miliardo e mezzo di euro e l’operazione viene già definita come “il più importante sequestro italiano di beni che si ritiene appartenenti alla mafia”, rivelando interessi economici che sarebbero legati alla famiglia mafiosa di Castelvetrano, quella a cui appartiene anche il super ricercato Matteo Messina Denaro. Sono stati confiscati resort turistici, una barca di 21 metri, terreni, case, 25 società. Carmelo Patti era cavaliere del lavoro, arrivato a Robbio a 26 anni come operaio all’azienda di elettrodomestici Philco. Poi il grande salto e la messa in proprio con la “Cablelettra”, che produceva cavi e cablaggi, e l’acquisto della stessa Philco. Suo cliente principale era la Fiat, che alla Cablelettra acquistava i cablaggi delle principali autovetture in listino, ai tempi in cui le vetture del gruppo erano ancora prodotte interamente in Italia. 
Nel 1997 la svolta che portò la famiglia Patti all’onore delle cronache nazionali e internazionali, con l’acquisto della Valtur, il gruppo di villaggi vacanze allora tra i più rinomati. 
Poi, tre anni dopo, ecco le prime indagini della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, dopo la trasmissione degli atti dalla procura di Marsala che lo indagava per falso in bilancio. 
Il sequestro di molti miliardi di euro portò al fallimento della Valtur e alla vendita del marchio. I legali della famiglia Patti chiariscono che “ricorreranno in appello e in ogni altra sede, compresa la Corte europea per i diritti dell’uomo, per chiedere l’annullamento del decreto del tribunale di Trapani” e che Patti “non è mai stato sottoposto a procedimenti penali per truffa e bancarotta, oltre a essere stato assolto con ampia formula liberatoria dai reati di evasione fiscale”.
In Lomellina i componenti della famiglia Patti erano in primo piano nella vita mondana, ospiti pregiati negli eventi più esclusivi, amici quasi indispensabili per chi sgomitava nel micro mondo del “jet set” delle risaie. 
In primo piano soprattutto la figlia di Carmelo, Paola, per 15 anni amministratore di Valtur, impegnata in Confindustria e molto attiva anche nel mondo dello sport, soprattutto il golf.
Una vicenda mondana quella dei Patti che ricorda per alcuni versi quella di Natale Rimi, appartenente a una potentissima famiglia mafiosa, che fu a lungo in Lomellina,  negli anni ‘80 e divenne imprenditore nel settore della moda. Molti ancora oggi lo ricordano a bordo della sua lussuosa Rolls Royce, elegantissimo e capace di conquistarsi moltissime simpatie, soprattutto femminili, nel territorio.

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