Giovedì 22 Agosto 2019

Il salame d’oca è “orfano” Palestro non scioglie i dubbi: il consorzio resta ancora in bilico

Mezzo presidente. Il Consorzio di tutela del salame d’oca di Mortara, dopo le dimissioni di Franco Tolasi, resta ancora zoppo. 

Gioachino Palestro, indicato dai consorzisti come successore di Tolasi, non ha ancora sciolto la riserva. “L’ho detto sin da subito: ho accettato con riserva, molta riserva. - taglia corto Palestro - Sto valutando serenamente se accettare o meno l’incarico, in base alle esigenze mie e dello stesso Consorzio per poter lavorare al meglio”. Da 10 giorni, dunque, la struttura che raggruppa i produttori mortaresi resta di fatto acefala. Dalle parole di Gioachino Palestro, che è già stato presidente del Consorzio per lungo tempo prima del mandato di Franco Tolasi, emerge una concetto in maniera abbastanza nitida: non ha intenzione di fare l’uomo solo al comando. Per il momento Palestro resta presidente “in pectore”, in attesa di sgarbugliare la matassa dei dubbi che lo assillano. Due su tutti: la segreteria e il marchio Igp. L’ufficio segreteria è infatti desolatamente vuoto dalla fine del 2017, quando Fabio Boggiani, storico braccio operativo del Consorzio, passò la mano. Fu un bel guaio per l’associazione dei produttori: venne a mancare la persona che si smazzava la burocrazia e che, spesso e volentieri, portava il salame d’oca in fiere ed eventi. 

Il secondo punto interrogativo riguarda il marchio Igp: una certificazione di qualità che non sempre viene utilizzata dagli stessi consorzisti. Nell’immediato futuro l’Igp potrebbe “evolvere”: non più il salame marchiato Igp, ma l’oca Igp. La qual cosa significherebbe che tutti i derivati del bianco pennuto godrebbero della certificazione qualitativa. E qui si andrebbe a riprendere il vecchio ritornello auspicato da tempo immemore proprio da Gioachino Palestro che da anni sostiene di andare oltre il “solo” salame cotto. 

Ma non solo. Il Consorzio è inevitabilmente inserito nel meccanismo della sagra e proprio alcune divergenze di vedute (per usare un eufemismo) con il Comitato organizzatore avevano spinto Palestro a lasciare la guida del Consorzio nel settembre 2016, ad una manciata di giorni dalla 50esima sagra. Certo è che il Comitato sagra ha mutato pelle, Battista Corsico ha lasciato la presidenza e molte persone si sono avvicendate all’interno di quello che è sempre stato il motore organizzativo della manifestazione grazie alla potente struttura Ascom a totale disposizione dell’evento. Ma non è detto che tutti questi cambiamenti possano favorire “la rentrée” di Palestro: Ascom, innanzi tutto, ha tirato i remi in barca e l’unica cosa che mette a disposizione del Comitato sagra sono gli spazi dell’associazione di corso Cavour per le riunioni. Ed è cambiata negli anni anche la gestione del punto gastronomico ufficiale della manifestazione: quello che oggi viene chiamato “Ochebontà” è nato infatti come punto degustazione curato dal Consorzio e seguito in prima persona proprio da Fabio Boggiani. 

Oggi l’organizzazione è passata al Comitato sagra e pare che qualche scelta organizzativa non sia mai stata digerita dallo stesso Gioachino Palestro. Quindi un “Palestro bis” potrebbe vedere il Consorzio impegnato in cabina di regia nell’organizzazione del punto gastronomico “ufficiale” della sagra. E sempre lo stesso Consorzio potrebbe organizzare in prima persona la mostra provinciale del palmipede, aviaria permettendo. A questo punto il Comitato organizzatore sarebbe “svuotato” delle sue principali funzioni facendo sorgere spontanea la domanda: a cosa serve il Comitato sagra?

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