Giovedì 21 Novembre 2019

Il Rotary Vigevano Mede aiuta il Centro aiuto alla vita

Aiutare chi ha bisogno è una delle cose più nobili che si possano fare. E a Mortara se ne occupano i volontari del Centro aiuto alla vita (Cav), che provvedono alla distribuzione di indumenti, e i volontari della Caritas progetto Emmaus, che offrono pasti a chi è in difficoltà. L’unione dei due progetti, su proposta di Paolo Martinoli e di don Felice Locatelli, rettore della Chiesa dei Frati, ha permesso di ampliare l’assistenza ai più bisognosi.

I quaranta volontari della Caritas e i quattordici volontari del Centro aiuto alla vita adesso collaborano e rispondono insieme alle esigenze delle ben 209 persone registrate al Cav. Gli indumenti da distribuire arrivano principalmente da donazioni di privati, da associazioni e dai Rotary club del territorio. Mercoledì 23 il Rotary club Vigevano - Mede consegnerà al Cav parecchi scatoloni di vestiti. 

Sarà il loro terzo service da inizio anno. “Il nostro obiettivo – spiega il segretario del Rotary Luigi Ottobrini – è intervenire nelle situazioni di bisogno in base alla richiesta. Abbiamo raccolto per il Centro aiuto alla vita parecchi indumenti grazie a persone e parrocchie di nostra conoscenza. Organizziamo molte attività per reperire fondi. Oltre a questo, veniamo incontro ad altre realtà territoriali. Per esempio abbiamo acquistato alcune attrezzature e giocattoli per il reparto di pediatria dell’ospedale di Vigevano”.

Sul funzionamento della ripartizione degli abiti una volontaria del Cav afferma che “gli indumenti sono assolutamente gratuiti. La distribuzione avviene ogni martedì pomeriggio dalle tre e mezza alle cinque e mezza. Ognuno deve registrarsi all’ingresso e può prendere fino a cinque capi a testa ogni quindici giorni. Si segna quanti abiti ha preso ciascuno e si dà un tagliando che ogni persona deve presentare tutte le volte che viene”. La volontaria afferma che non capita mai che due o più persone si contendano lo stesso indumento perché “entra una persona per volta. Di fatto chi arriva prima ha una maggiore scelta”.

I bisognosi appartengono a tutte le nazionalità. Molti provengono dai paesi arabi, parecchi sono sudamericani e africani, ma non mancano neanche numerosi italiani. La volontaria non ha saputo dire se le persone in difficoltà sono aumentate o diminuite rispetto agli anni scorsi perché il Cav ha aperto soltanto un anno fa circa. “L’obiettivo originario – racconta la volontaria – era di aiutare le ragazze madri in difficoltà. Ancora oggi diamo loro una mano. I bambini vengono seguiti fino al primo anno di età e si procura loro pannolini, oppure latte artificiale o speciale con una prescrizione pediatrica”. Al Centro aiuto alla vita si respira sicuramente un’aria di grande soddisfazione. “Sono molto felice – conclude la volontaria – e ci tengo molto a fare questo lavoro. L’unico piccolo problema è che a volte si fa fatica a reperire le taglie extralarge”.


Massimiliano Farrell © Riproduzione riservata