Domenica 12 Luglio 2020

Il “requiem” del Premio Pezza è un libro che propone 25 anni storia (e un inedito)

Un libro ricorda il premio che non c’è più. 
Il riconoscimento in questione è il “Premio Francesco Pezza” che viene celebrato, non senza un poco di rimpianto, dalla sezione mortarese di Italia Nostra. E proprio l’associazione presieduta da Giovanni Patrucchi era uno degli enti promotori che avevano dato vita alla fondazione che promuoveva il premio. E lo ha fatto per 25 anni: dal 1992 al 2017! 
Venerdì prossimo, 14 dicembre, alle 17 nella sala rotonda della biblioteca dedicata proprio al Pezza si svolgerà la presentazione del volume che celebra 25 anni di promozione culturale. 
“La Fondazione “Premio Francesco Pezza” - Un quarto di secolo di promozione culturale”, è proprio questo il titolo della pubblicazione che riassume l’attività della fondazione, che ripropone l’elenco dei vincitori del premio e i titoli delle loro tesi di laurea. Nel volume anche due scritti del Pezza, uno dei quali inedito: “Squilli allarmistici delle sirene mortaresi durante la guerra italo-mondiale 1940-1945” e la ristampa anastatica de “Il tracciato romano della Via Francisca”. 
“Nel 2017 la Fondazione ha cessato l’attività per motivi diversi, - illustra Italia Nostra attraverso un comunicato - la defezione di qualche promotore per cui nel tempo sarebbero scarseggiati i fondi necessari a coprire l’entità del premio medesimo, ma forse ancor più un certo disinteresse, o si sono esauriti gli argomenti locali che costituivano l’essenza e la motivazione del Premio. Nei primi anni venivano presentati tre, quattro, anche cinque elaborati (1997- 1998-2002 -2008) poi sempre meno. A volte quando ne venivamo a conoscenza li abbiamo sollecitati; lo scorso anno nessuna”. 
Così se tra l’indifferenza si è spenta la Fondazione che ricordava quello che, dopo il Tessera, è il principale storico mortarese, la sezione di Italia Nostra prova a mantenere vivo il ricordo di una esperienza venticinquennale a tutela del patrimonio culturale del territorio. 

Vittorio Testa © Riproduzione riservata