Venerdì 20 Settembre 2019

Il poliambulatorio resta in via Matteotti. Anzi no, chiude. Ma Santagostino difende la giunta

Shock a Garlasco. Dopo tante rassicurazioni anche da parte dell’amministrazione comunale, chiude il poliambulatorio di via Matteotti. L’ASST Pavia ha comunicato che “nel prossimo mese di giugno l’Ufficio Scelta/Revoca presso il Poliambulatorio di Garlasco verrà trasferito presso gli omologhi sportelli di Pavia (viale Indipendenza 3), Vigevano (Viale Montegrappa), Mortara (Ospedale Asilo Vittoria) e Mede (Ospedale San Martino).

I due operatori attualmente in servizio a Garlasco andranno a potenziare le sedi citate. Il CUP del Poliambulatorio di Garlasco verrà traslocato dal 1° piano al pianterreno della palazzina di via Matteotti 34. Il trasferimento riguarderà in futuro anche altri servizi in quanto, causa la mancata esecuzione da parte della proprietà dei lavori di adeguamento alla normativa vigente della struttura, viene a mancare la possibilità di mantenere aperte le attività dell’Azienda, nonostante l’impegno della Direzione Generale dell’ASST di Pavia e del sindaco di Garlasco”.

La questione era già nell’aria da tempo, e in uno degli ultimi consigli comunali del 2018 si era discusso della possibile chiusura del polo. Il primo cittadino aveva comunque rassicurato a proposito. Ora ci si trova nella situazione dello spostamento dell’ufficio scelta/revoca, e ci si sta battendo per salvare almeno la storica sede ASST.

L’ufficio scelta/revoca era quello preposto alla scelta del “medico di famiglia” e del pediatra.

Il problema ora coinvolgerà la sempre crescente popolazione anziana del paese, che ha meno possibilità di spostarsi e meno forza perr affrontare dei viaggi, soprattutto in estate.

L’assessore Santagostino precisa che gli sforzi per salvare la sede, da parte dell’amministrazione, ci sono stati.

“La nostra amministrazione di Garlasco cosa ha fatto in questi ultimi due anni per evitare questa situazione – spiega Santagostino -. Offrire a ASST un contributo annuale di 25mila euro come contributo spese o proporre una soluzione di un nuovo stabile presso un ente privato. Proporre almeno un paio di soluzioni logistiche di proprietà comunale per una nuova sede ASST. In concreto non sono mai arrivate risposte precise sulle proposte fatte. Solo una riflessione – conclude l’assessore – il Comune offre soldi e soluzioni ad un altro ente statale che fa parte del sistema sanitario nazionale e quindi finanziato dalla fiscalità di noi cittadini. Forse solo in Italia succedono queste cose. Staremo a vedere quel che succederà fermo restando che come amministrazione faremo il massimo assieme ai Comuni limitrofi per mantenere i servizi attuali”.


Andrea Sartori © Riproduzione riservata