Giovedì 20 Giugno 2019

Il miracolo di Federico Zanellati, da debuttante ha portato gli Old Socks in C Silver

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  • 29 Maggio 2018

La sua squadra, gli Old Socks di San Martino in Strada, nei playoff si è trasformata in una micidiale macchina da guerra, capace di vincere sei match in fila e di asfaltare, sul proprio parquet, formazioni titolate come Mandello e Virtus Olona. E, alla sua prima stagione lontano dal nido accogliente del Battaglia, Federico Zanellati ha potuto assaporare il gusto della conquista di un posto in C Silver. Non male, per un outsider! La società lodigiana stava cercando la promozione da due anni, quindi quali obiettivi e quante aspettative avrà riposto nel nuovo coach? “Non c’è stata assolutamente nessuna pressione – smentisce  – anche perché, in estate, ben due giocatori esperti avevano lasciato il gruppo, e il loro posto era stato preso da due giovani del tutto privi di esperienza, un ’99 da Casalpusterlengo e un ’97 particolarmente acerbo che, al massimo, aveva militato in Prima Divisione. Quindi, con il roster parzialmente rivoluzionato e un nuovo, semisconosciuto coach in panchina, la previsione era quella di salvarci, possibilmente senza passare dalla roulette dei playout”. A un certo punto, qualcosa deve essere comunque scattato, per fare emergere tutta quella impetuosa voglia di vincere messa in luce durante i playoff. “Lo spartiacque può essere visto nell’ultima giornata della regular season – illustra Zanellati – quel match perso di 4 a Voghera, che però ci ha dato la consapevolezza di avere un potenziale notevole e tutto da far emergere. Eravamo patiti in sordina, siamo stati una delle pochissime squadre a perdere con Abbiategrasso, poi i giovani sono maturati in modo esponenziale (sopra tutti Andrea Rana, classe ’98 e jack Bertola, ’97, sostenuti dallo zoccolo duro costituito dai solidi Boccalini, Galli, Belloni) e questa, forse, è stata la vera chiave di volta della nostra stagione. Alla fine, siamo arrivati in fondo piazzandoci al quinto posto, come da pronostico, né più né meno di quanto ci aspettassimo”. Prima di iniziare la seconda fase della stagione, Zanellati compie un gesto che ha del clamoroso: comunica urbis et orbis di avere l’intenzione di puntare, per le restanti partite, su un gruppo ristretto di otto giocatori, escludendo, di fatto, i tre senatori che fino all’anno precedente avevano guidato e diretto tutte le decisioni societarie in materia di prima squadra. “Gli Old Socks, fino all’anno scorso – precisa il coach – non avevano un vero e proprio allenatore, era il capitano a fare i cambi e dare indicazioni ai compagni. La mia decisione, che mi sembrava il caso di condividere onestamente con tutti, ha suscitato molto più scalpore di quanto immaginassi: i tre hanno riconsegnato la borsa, rappresentando alla società il loro dissenso e la loro solenne incazzatura. Uno di loro, a onor del vero, in seguito ha chiesto scusa e ci siamo chiariti. Questo gesto eclatante ci ha portati a un bivio, in cui o avremmo vinto o lo spogliatoio si sarebbe definitivamente spaccato. Io ero convinto di poter procedere solo in quel modo, concentrandomi su un gruppo di otto giocatori, responsabilizzandoli e lavorando a fondo con loro per migliorarli ancora, ma, se la mia intuizione ci avesse portati a disputare dei pessimi playoff, avrei dovuto pagare lo scotto per aver preso una decisione impopolare e sgradita. Poi, le cose si sono incanalate proprio come avevo previsto e questi magnifici otto si sono caricati di responsabilità e si sono rivelati fantastici, super, e alcuni di loro hanno ancora notevoli margini di miglioramento”. Quindi va da sé che l’esperienza lodigiana sarà ripetuta l’anno prossimo, squadra (e coach) che vince non si cambia… “Sarà un bel dilemma! Certamente la società mi ha manifestato tutta la sua stima e il desiderio di proseguire insieme – illustra – e di cercare di attrezzarsi per il salto di qualità, ma bisognerà capire come si comporrà la frattura che, mio malgrado, ho contribuito a creare con i grandi vecchi. Se smetteranno di giocare, potrebbero acquisire lo status di dirigenti, e se manterranno lo stesso atteggiamento nei miei confronti, ciò potrebbe creare una certa incompatibilità. Ma è presto per fare queste valutazioni, ora godiamoci questi bei momenti, senza pensare alla prossima stagione”. Quindi, è bastato un solo anno per cancellare definitivamente quell’imbarazzante “figlio del mago Alfonso”, che in troppi ponevano davanti al nome di Federico Zanellati? “Certamente sono orgoglioso di avere centrato un prestigioso obiettivo subito il primo anno, d’altra parte avevo accettato questa soluzione così scomoda e lontano da casa proprio per, come si dice in questi casi, ‘cercare la mia strada’ – conclude – comunque, innanzitutto, devo ringraziare il Battaglia, che si dimostra sempre di più una società di alto profilo nel formare non solo giocatori, ma anche allenatori”.

Nevina Andreta © Riproduzione riservata