Lunedì 23 Novembre 2020

Il giornale, il territorio e il futuro

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  • 15 Gennaio 2020

Per L’Informatore Lomellino inizia il 71esimo anno di vita. Per il territorio lomellino, invece, l’ennesimo anno di incertezze. Problemi irrisolti che si trascinano da anni, sia infrastrutturali che ambientali, e investimenti pressoché prossimi allo zero. Strade piene di auto e crateri, i lavori del ponte sul Ticino che avanzano con il ritmo del gambero, treni-calvario per i pendolari della Mortara-Milano (non che quelli che viaggiano quotidianamente sulla Pavia-Vercelli stiano particolarmente meglio…), fanghi di depurazione nei campi. C’è tutto per disperarsi. Ma c’è tutto per rialzare la testa.

Per avere un sussulto di orgoglio e dimostrare che Mortara e la Lomellina non sono la periferia dell’impero, i confini di un mondo che ha voltato le spalle a questo lembo di territorio condannato a vivere tra zanzare e nebbia. L’Informatore Lomellino è qui non solo per raccontare ai lettori i fatti che settimanalmente accadano, ma anche per stimolare la riflessione che riguarda il futuro di questa terra. Per far sì che che gli amministratori pubblici possano voltare pagina e, anche con un minimo di amor proprio, finalmente rialzare la testa. Il ritornello “non ci sono soldi” non funziona più: senza soldi comandano le idee. Per chi le ha. Un giornale serve anche a questo: ad aprire spazi di dialogo, di confronto anche accesso, ad accogliere la protesta per trasformarla in proposta. L’Informatore Lomellino resta a disposizione del territorio, di Mortara e della Lomellina, per portare a galla tutti i problemi che affliggono questa terra e per provare a risolverli. Uno alla volta. Serve la buona volontà, non solo i quattrini. Il rilancio di Mortara e della Lomellina è possibile, ma serve un progetto, un’azione sinergica che sappia mettere attorno allo stesso tavolo l’amministrazione pubblica e i settori produttivi. Un territorio come questo, ricco di tesori alimentari, il riso in primis, non può essere ostaggio di bombe ecologiche a cielo aperto perché queste, dovremmo averlo imparato, prima o poi prendono fuoco. Il giornale è a disposizione di tutti, come lo è stato nei suoi primi 70 anni di storia, e vuole essere uno strumento di crescita, non solo di denuncia. Con il nostro stile saremo a disposizione di Mortara e del territorio lomellino, anzi continueremo ad esserlo. Il 70esimo di vita del nostro settimanale non è stato un traguardo, ma un nuovo punto di partenza che ci permetterà di affrontare con slancio le sfide che ci attendono in futuro. Anche dal punto di vista dell’informazione. Oggi infatti c’è una voracità tale di informazioni che obbliga i settimanali come il nostro a dare un’informazione quotidiana attraverso il web: e proprio internet e i social network ci vedranno attivi nel proporre alcune novità che sapranno sempre più rispondere alle esigenze del nostro vero padrone: i lettori. In ultimo, mi concedo un piccolo spazio personale. Raccolgo un’eredità importante, pesante, quella di Giovanni Rossi che per 25 anni è stato direttore di questa testata. E’ stato un innovatore che ha traghettato il giornale dalla macchina da scrivere al personal computer, ha insegnato questo mestiere a molti ragazzi alcuni dei quali hanno saputo farsi strada nel mondo del giornalismo. Ha saputo coltivare i tantissimi giovani che sono passati dalla nostra redazione trasmettendo un concetto fondamentale: quello di fare informazione con la schiena diritta. Insegnamenti che non possiamo e non dobbiamo dimenticare.

Vittorio Testa © Riproduzione riservata