Martedì 21 Maggio 2019

Il finto medico della porta accanto

Ma quale è stata la notizia più letta dell’Informatore Lomellino? La domanda è di Davide Maniaci, giornalista di razza, cresciuto nella redazione di due “informatori”, con l’obiettivo che ogni giornalista ha, cioè quello di interessare i lettori e non fiutare gli effluvi emanati dal padrone o dal potente di turno.

La risposta è difficile, forse l’omicidio Buscaglia, che tenne Mortara in angoscia. 

Forse qualche suicidio eccellente, o qualche arresto clamoroso, uno per tutti quello del compianto segretario comunale Pier Giuseppe Callegari.

Ma probabilmente mai un fatto locale ha avuto una così ampia visibilità come la vicenda di Fabio e del suo presunto fasullo esercizio della professione medica. 

Presunto perché conosco personalmente Fabio da oltre 50 anni e mai mi aveva detto di essere medico.

In verità questo caso che ci scoppia fra le mani, che scopriamo in redazione alle prime ore dell’alba di mercoledì 24 aprile, apre mille considerazioni dovute. Dovute e difficili come sempre è per un giornale parlare di una persona che si incontra per strada, che si guarda negli occhi e non per foto.
Il primo dato è proprio il comunicato dei carabinieri che ha svelato i fatti, garantendo l’anonimato del protagonista. Esattamente come fatto dal nostro giornale on line, “Il Nuovo Lomellino”, che alle 7 di mercoledì scorso ha rilanciato la notizia, tenendo ovviamente segreto il nome del protagonista. Notizia anonima, dunque, ma molto “gustosa”, visto che era impossibile non notare quell’accenno alla finta professione di ginecologo, che rende pruriginosa la storia e apre scenari da sguardo nel buco della serratura. Dai, ammettiamolo, siamo tutti umani.
E questo è il primo dato che ha posto una immediata accelerazione alla notizia. Perché se fosse stato un finto oculista la curiosità si sarebbe molto ridimensionata.
Succede così che, come sempre capita, la notizia comincia a scalare le redazioni e sale alle testate nazionali, cartacee e televisive.
Arrivano in città gli inviati, i furgoni delle reti televisive importanti, dalla Rai a Mediaset, per le strade camminano inviati a caccia di dichiarazioni, di opinioni, di rivelazioni. Anche solo di balle. Ci sono le solite domande banali, sciocche, ma si fa largo quel nome, Fabio. Il nome di un amico, di un vicino di casa, di un ex compagno di scuola. “Ma possibile che sia lui?”, si chiedono i conoscenti. “Mi pare di averlo già sentito”, esclamano quelli che conoscenti non sono, ma che lo scoprono in un servizio di “La vita in diretta” sulla Rai. Mortara si dimostra composta, nessuna caccia alle streghe, anche perché è proprio la conoscenza personale, di solito, a sgonfiare le tinte forti della cronaca. 
Cosa che stranamente non avvenne mai nel delitto di Chiara Poggi, a Garlasco. Quando più che a sgonfiare le tinte forti di un omicidio si era cercato nascondere quello che tutti avevano intuito.
Ma qui non c’è sangue, neppure soldi, perché subito tutti si affrettano a  chiarire che nessuno pagava e nessuno intascava. Non solo, anche quel velo di morbosità per quel “ginecologo per passione” si diluisce in “forse”, in “pare”. Ci si chiede se per caso non è stata la vendetta di qualcuno che aveva avuto ben altro problema con Fabio, o forse di qualcuna che magari è in cerca di un finto ginecologo che mai suona il campanello di casa.
La vita è buffa.
Ma la notizia è veloce, si rincorre in tempo reale, si rinvigorisce sul web, si nutre di se stessa. La notizia è così veloce che oscura la vicenda, diventa in qualche modo autosufficiente, come un pianetino che inizia a vivere di luce propria lontano dai fatti, dal volto di Fabio  da quel lavoro di programmatore che noi sempre gli avevamo riconosciuto. 
E a me viene in mente di un finto medico che faceva il maestro di sci, nel fine settimana, al Mottarone, nei primi anni ‘60, forse nel 1965. Una notizia che fece rumore perché era lui che faceva primo soccorso a chi si faceva male sciando. Ed era bravo, paziente. Anche ammiratissimo dalle donne, immaginiamo, maestro di sci e medico: come fare gol a porta vuota.
Poi ci fu un altro lomellino, che fece una enorme festa di laurea, sempre in Medicina, sbandierando un libretto pieno di firme autogestite. Un disastro che gli costò anche l’addio della moglie, anch’ella ignara. Un atto dovuto.
Poi Fabio. 
Quella “brava persona” che nessuno si sarebbe immaginato imbroglione, forse trascinato in quel gorgo dalla sua passione vera per la salute, la curiosità di chi avrebbe voluto essere ma non è stato per una sorte avversa. 
Chissà cosa scatta nella mente di chi sceglie di voler apparire ciò che non è.
E questo è il nocciolo di un Fabio figlio del suo tempo, di una società che si tratteggia in preda alla gioia anche quando soffre la realtà. Che prende la scorciatoia della vittoria anche senza aver neppure impugnato la spada.
In fondo Fabio è solo il prodotto estremo di un’epoca, il figlio legittimo della sensazione di poter essere un modello irraggiungibile, perché lo fanno tutti. Perché c’è la convinzione di non far male a nessuno, di non truffare nessuno, perché non ballano soldi, non si indicano cure decisive tra salute e malattia. Era come giocare al dottore, dopo aver superato i 60 anni.
Chissà, forse la stessa notizia poteva finire in un trafiletto nascosto, solo si fosse parlato di mal d’orecchio. Forse tutto ruota attorno a una vendetta personale. Chissà.
Di certo la nostra società non può più permettersi che le regole siano ignorate, che basti sentirsi medico per farlo, che sia il fatto di non far male a nessuno a convincerci che si può fare. Perché i veri disastri di questa società sono quelli provocati da chi si auto assolve e si giustifica, sempre e comunque.
Al nostro amico Fabio noi tendiamo la mano, come sempre, pur senza riuscire a giustificarlo, ma senza neppure sentirci di metterlo alla gogna. Perché a pensarci bene sono tanti, tantissimi, gli altri che se ne vanno in giro da questa parti sfoggiando indifferenza di fronte a colpe ben più gravi, a eredità sgraffignate, a raccomandazioni colpevoli, a vite in cui la menzogna è la regola. 
E probabilmente saranno questi personaggi a fare di più la voce grossa contro Fabio.
Per Davide Maniaci una risposta facile facile: questa è la notizia più letta accaduta a Mortara.  
Ciao Fabio.
Giovanni Rossi © Riproduzione riservata