Martedì 21 Maggio 2019

Il Destro non perdona e rompe il silenzio

Giovanni, mi sembra di essere Maramaldo che si avvicina a Ferrucci per finirlo, il mercante che era già stato esposto al pubblico ludibrio esclama: “tu uccidi un uomo morto”. Direttore mi ero preposto un quindicinale di silenzio al fine di morsicarmi la lingua, poiché vedi anch’io dopo le esternazioni continuo a pensare dove ho distribuito minchiate o saggezze.

Stasera ascoltando il Tg e udito l’uomo (lo definisco tale e non nano) d’Arcore mi son sentito sobbalzare dalla sedia!!! “Diamo 1000 euro al mese a tutti”... 

Poveretto lo aveva lanciato venti anni fa e, quel disco di vinile simile allo stesso che suonava sulle navi da crociera continua a riproporlo, sta forse un po’ gracchiando... Lo so, la lotta é impari, costui che dichiara baldanzoso a Vespa di poter ambire alle prossime Europee al 25%.…..??? 

Io non sorrido e nemmeno gli offro un piatto di prugne dopo aver sentito una bestemmia del genere. 

Però la ferita pensioni della scorsa settimana è ancora aperta e il Silvietto offre la stessa pensione ad ognuno pari a quella che prende un operaio che ha lavorato 43 anni... se ho detto che la sinistra sbagliò, costui sta bestemmiando. 

Lasci perdere una volta l’ho invitato ad un posto al Pio Albergo Trivulzio.... ebbene ora preferisco vada al polo sud a colloquiare coi pinguini e da noi il segnale non arriva... mal di pancia in meno!!!


Caro Destro, la tua vena di editorialista è piacevolmente attenta e abbondante. Benissimo. Il mio giornale ideale sarebbe scritto tutto dai lettori, ma sai che i lomellini spesso tacciono, sorridono, salutano e poi spesso si rifugiano nel pettegolezzo postumo. Peccato. Tu no.

E in questa tua vena noto che molto spesso affronti temi legati all’uomo di Arcore e ai suoi fedelissimi o ex fedelissimi. Ricordo Cicchitto, il socialista Fabrizio Cicchitto, o ex socialista, non si sa. Ho l’impressione che tu viva un profondo rimpianto, o rammarico. Lui non può cambiare, è il prodotto di un potere che lo ha scelto e di milioni di persone che gli hanno affidato il governo della nazione. Non poco. Non sto a raccontarci del famoso contratto con gli italiani, direi che ha fatto davvero di tutto, ma proprio di tutto. Prova a pensarci.

Godendo del consenso e dell’entusiasmo di una fetta preponderante della popolazione italiana. 

Certo lui è il portatore di un sistema di potere, l’etichetta su qualcosa di ben più grande, organizzato. Ma comunque fa impressione.

I mille euro per far votare gli ultimi sopravvissuti non mi impressionano, dai Destro, ne abbiamo sentite di molto peggio.

Te l’ho già scritto, ma per me la peggiore fu quando rispose a una donna che si lamentava della situazione femminile in Italia che se non voleva avere problemi doveva sposare suo figlio. E pensa che ci sono donne che lo hanno votato. Questa è la grandezza dell’uomo di Arcore, anche se a me sarebbe piaciuto moltissimo farmi spiegare da una donna qualsiasi perché lo votava. 

Continuo a parlare di donne, ma è ovvio che arrivo da te.

Forse varrebbe la pena di leggere il passato anche in ambito locale, perché la Lomellina immersa nel degrado, nei disservizi, nell’inquinamento giunto a livelli assurdi, non sono fatti casuali. Giriamo tra disservizi di ogni genere, ospedali chiusi, treni che non partono, poste a mezzo servizio, strade distrutte. Sarà un caso? Sarebbe stato diverso se da Arcore non fosse partita nessuna scalata al potere? Chissà.

Chiudo con una valutazione funzionale e apolitica: credo che tra le maggiori colpe che stiamo pagando ci sia una Lombardia Milano – centrica, cioè con la metropoli lombarda che si è magnata tutto il resto della regione. Io che sono un ex innamorato della metropoli oggi inorridisco guardando come su Milano siano finite tutte le energie di una regione lombarda che fuori da Milano è un totale disastro. 

E questo è il prezzo più salato che paghiamo.

Giovanni Rossi






Il destro (Livio Antonelli) © Riproduzione riservata