Sabato 07 Dicembre 2019

Il Destro ed il voto ai sedicenni

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  • 09 Ottobre 2019

Direttore chiedo di poter essere accompagnato in questa mia considerazione. Si parla da un po’ della possibilità di dare il voto ai sedicenni, emerge dall’informazione che tutti corrono per avocarsi la primogenitura, che a loro intuire potrebbe risolversi con una messe di voti in più.

I sedicenni, non son certo dei peracottari, pensano di accativarseli con mosse da politicanti, ma a loro a parte il desiderio d’amare e essere amati, fan bene (la cosa più importante e una fo.....) scusate la balbuzie scrivente. Fortuna vuole che loro stan lontano da quel mondo, di arraffare, complicità, ruberie, falsità, è un letamaio e lor signori pensano che i giovani vadano a votare (andranno anche, ma voteranno senza cognizione di causa).

Ricordo i miei sedici anni, l’ esordio nel mondo del lavoro, quindi li desiderio di essere d’ aiuto agli altri, vieni qui c’è d’ aiutare la gente che lavora, ho fatto ingresso nella sede del PCI, aiutato o, meglio esortato da un famigliare, politica e sindacato non avevano confini, era la stessa cosa, sono giunto dopo pochi mesi alla considerazione che il comunesimo non mi apparteneva, egoisticamente pensai a voce alta “non siete fatti per me il sociale l’aiuterò altrimenti”. 

Considerazione a 16 anni avrei votato a sinistra, dopo una pausa di altrettanti anni (famiglia, figlio, letture) la discesa in politica e la grande soddisfazione d’affermare che la difesa del sociale non é della sinistra ma di chi la pratica. Ricordo la grande difesa dell’ASM che i liberatori dell’uomo di Arcore volevano cedere, la difesa finché presente in Consiglio del mantenimento della farmacia Comunale, che la poca lungimiranza di chi pensa solo alle contrade (bacino di voti) han ceduto, sacrificando quello che sarebbe stato una testa di ponte dell’amministrazione nel devastato c.so Torino, la presenza per avere quasi una sede distaccata, il bilancio quando fai del bene non ti interessa guadagnare, se chiudo in pareggio va bene sennò nel sociale .... copri. 

Direttore mi son sfogato, ho detto un qualcosa che forse avrei voluto fare, un po’ da consigliere son riuscito. Questo per dire che in politica nei miei trascorsi ho veduto pochissimi giovani, motivo il disamore, la strada è un’erta difficilmente percorribile, i veterani non ti lasciano spazio.... Concludo ma va juca’ a pallone la politica nun e pette’.


Caro Destro, tu ti diverti a giocare con le parole per lasciare filtrare un  messaggio serio: la caccia al volto. In democrazia vince il numero e ampliando i numeri tutti probabilmente vincerebbero. Almeno un po’.

Il tuo esempio di Destro ex Sinistro fa parte della vita di tutti. Credo che nessuno oggi si ritrovi con le idee dei propri sedici anni. Forse è giusto così. Ci sono poi casi molto eclatanti di clamorosi giri di valzer ideologici. Pensa a Liguori, direttore di rete di Mediaset che era direttore di Lotta Continua, esattamente come Giampiero Mughini, quello con gli occhiali colorati, oggi berlusconiano sfegatato dopo aver diretto Lotta Continua. Direi che Forza Italia è stata presa in blocco dalla sinistra socialista (pensa a Cicchitto) e la Lega in blocco dal Pci, a cominciare da Umberto Bossi. 

Io però condivido la tua idea: i giovani hanno enormi spazi da occupare e dai quali sono esclusi e dare a loro la finta regalìa del voto è solo una commedia. Gli diano scuole decenti, università non miserabili, stipendi allineati all’Europa e non al Congo, una casa a costo agevolato.

E fai bene tu a ricordare, anche ai giovani, come si possa rappresentare le istituzioni a schiena dritta, anteponendo il rispetto degli interessi dei cittadini a ogni logica di partito, di qualsiasi partito. Una cosa che tu hai dimostrato e che ti fa onore.

Ma questa classe politica squattrinata dimostra di non accorgersi  di tutto ciò e sempre più persone pensano ai limiti gravi della democrazia. Soprattutto tanti giovani. Credo anche ex giovani come noi due. 

Giovanni Rossi

Il destro (Livio Antonelli) © Riproduzione riservata