Mercoledì 12 Dicembre 2018

Il decesso, il sogno europeo

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  • 05 Dicembre 2018

L’Europa ha voluto la Banca Centrale Europea, una banca privata nata come gruppo di banche private, che decide e controlla le scelte politiche dell’Unione europea. Ma l’Europa non ha mai creato un Centro europeo per la lotta contro il cancro. Strano, no? 
La lotta contro un male che ogni anno uccide centinaia di migliaia di cittadini europei è lasciata a strutture di ricerca minuscole, sostenute spesso con oboli di pochi euro da parte di cittadini strangolati dalle tasse.
Insomma nessuno dei governanti europei attuali investe per sconfiggere il cancro. 
Quasi una malattia fosse un affarone.
Non solo per i soldi a fiumi che le malattie non sconfitte producono all’immenso impero della sanità, della chimica farmaceutica, che trasuda denari per la politica.
Questa è l’Europa dei finanzieri, dei Macron presi a calci da milioni di francesi, l’Europa che tace se i poveri aumentano, e gode se aumentano le tasse, che chiede che migliaia di persone finiscano disoccupate. Perché questa Europa con le valigie in mano ha come vero sogno il decesso, la scomparsa, il cordoglio, la dipartita. 
Lo ha fatto capire con chiarezza il presidente dell’Inps, l’incredibile Tito Boeri, ultimo samurai del Pd, che ha detto con chiarezza che si deve morire al lavoro, così non si spendono soldi inutili nelle pensioni. E a fargli eco quelli dell’Istat che hanno annunciato, sfidando la vergogna, che si diventa anziani non più a 65 anni, ma a 75. Sono loro a decidere.
E mentre Tito Boeri dice che non è detto che andando in pensione si liberino posti di lavoro (per carità mandatelo via!) si è scoperto che gli incidenti sul lavoro aumentano ogni anno perché aumenta ogni anno l’età media dei lavoratori. La scoperta del secolo! Visto che tutti sanno da sempre che con l’aumentare dell’età diminuisce la capacità di concentrazione e la capacità di reazione fisica all’imprevisto. 
Ma il fatto è che l’infortunio sul lavoro, meglio se mortale, è un affarone. 
Perché? Semplicissimo. Chi muore non prende pensione, dona allo Stato una vita di contributi versati per una vecchiaia che non gli toccherà. 
Non è meraviglioso?
Il massimo è se il decesso arriva appena prima della pensione e per malattia. Perché in questo caso, oltre a non incassare i contributi versati con decenni di anticipo, il decedente fa incassare soldi al micidiale sistema sanitario che, come dimostrano gli scandali a valanga, sa essere molto riconoscente alla politica. Dunque l’Unione europea non ha nessuna intenzione di fare un grande Centro europeo per la lotta contro il cancro, ma ha tutto l’interesse di creare una Banca centrale europea che influenzi i governi al fine di promuovere il decesso, l’affare del secolo.
Assodato il fatto che l’Europa dei finanzieri ci vuole tutti morti al più presto, resta da capire come in Italia i governi cari a Tito Boeri hanno lavorato per far contenta l’Europa, cioè per ammazzarci.
Il primo passaggio è certamente stato diminuire le risorse per il sistema sanitario, tagliare i pronto soccorso per prima cosa e poi evitare che i medici possano curare i cittadini, con due strade distinte: meno medici e più burocrazia. In modo che chi sta male non si senta di affrontare una sanità sempre più complicata. Dunque lunghissime attese per esami e interventi, medici sempre più frustrati, norme sempre più complicate che hanno messo d’accordo tutti da destra a sinistra. 
Così la gente non può curarsi e il decesso è facilitato.
In Lomellina è peggio. Qui tutta la sanità viene fatta ricadere su un ospedale di Vigevano vecchio da 40 anni, costretto in centro, isolato persino da un cavalcavia chiuso. Mentre l’ospedale di Mortara, grande, immerso nel verde, facile da raggiungere, viene smantellato.
Ma non basta, perché parallelamente si fanno inceneritori sempre più grandi, si bruciano sempre più rifiuti tossici. Pensiamo alla polemica subito sostenuta dai giornali dei finanzieri sulla mancanza di inceneritori a Napoli. Intanto intorno a Mortara di inceneritori ce ne sono due e nessuno dice niente. 
Così il decesso è più vicino, palpabile.
Una situazione evidente, clamorosa, che viene perseguita da una sanità della Regione Lombardia che si fa i fatti suoi e parla di una eccellenza sanitaria lombarda che viene affiancata da un dato entusiasmante: in Lombardia i decessi sono in aumento. 
Il dubbio è: in Regione Lombardia contano di più gli interessi della sanità privata, dell’industria chimica, degli interessi mafiosi sui rifiuti, oppure la salute dei lombardi? La risposta è nei fatti.
Insomma in Lombardia rischiamo di conquistare la vetta d’Europa dei decessi, il record della dipartita su cui si fonda la sopravvivenza dei poteri forti, il godimento dei potenti.
Perché un’Europa che dà spazio ai giovani, che vede un incremento delle nascite, che unisce le forze per sconfiggere le malattie, che offre una sanità semplice ed efficace, non è questa Europa della finanza, dei poteri forti, questa Europa che vuole la paura. 
Paura di ammalarsi, paura di non trovare posto, non trovare casa, non trovare lavoro, paura di non avere la pensione, paura di essere rapinato per strada, paura di avere spacciatori sotto casa, paura di essere fermato dalla polizia, paura di aver sbagliato a pagare le tasse, paura che aumenti il costo del riscaldamento.
Tutto questo intanto che i paladini di questa Europa, ci raccontano che saranno gli immigrati a pagarci la pensione. Vergogna!
La pensione se la sono pagata gli italiani versando i contributi più alti d’Europa, lavorando con la speranza di una vecchiaia affrancata dalla necessità.
Quegli italiani che questa Europa vuole ammazzare.

Giovanni Rossi © Riproduzione riservata