Venerdì 06 Dicembre 2019

“Il Comune restituisca i soldi ai mortaresi”. Rimborso-fantasma per la Tasi, Abbà in versione Robin Hood

Per pagare e morire, dice il detto, c’è sempre tempo. E allora, devono aver pensato i rappresentanti del Comune, perché avere fretta a restituire ai mortaresi le somme della Tasi indebitamente riscossi. Così circa 4mila e 300 famiglie aspettano ancora un rimborso imposto da una sentenza emanata 10 mesi fa dal Consiglio di Stato. Un caso che finirà anche in consiglio comunale, con il consigliere di opposizione Giuseppe Abbà deciso a picchiare i pugni sul tavolo per far riavere ai mortarese le somme dovute. Lunedì scorso è stata depositata presso il municipio di piazza Martiri della Libertà l’interpellanza attraverso la quale il rappresentante del partito della Rifondazione Comunista chiede “quando e con quali modalità l’amministrazione comunale procederà al rimborso ai cittadini di quanto indebitamente pagato per la Tasi e le motivazioni per cui l’applicazione della sentenza del Consiglio di Stato, a 10 mesi di distanza, non è stata ancora effettuata”. La vicenda risale al 2015 quando contro l’amministrazione comunale si era “scatenato” addirittura il Ministero dell’economia e finanza per contestare la delibera, votata il 4 agosto 2015, che innalzava l’aliquota Tasi fono alla soglia massima consentita, pari al 2,75 per mille. Una delibera arrivata fuori tempo massimo rispetto ai termini di legge che stabilivano nel 30 luglio 2015 la data entro la quale i Comuni potevano decidere variazioni delle aliquote del balzello comunale. Il caso Mortarese non è certo stato l’unico. In Italia sono stati oltre 800 i Comuni a variare, ovviamente al rialzo, le aliquote Tasi oltre il termine consentito. Solo che a Mortara i tempi del rimborso sembrano essre particolarmente lunghi. Si tratta di una somma che si aggira, complessivamente, sui 150mila euro. L’interrogazione presentata da Giuseppe Abbà potrebbe mettere un po’ di fretta all’amministrazione nell’elargire  i rimborsi. Questi ultimi, però, non potranno essere fatti sotto forma di storno direttamente in bolletta. Pare infatti che dovranno essere i cittadini a doversi recare in prima persona presso gli uffci del municipio per fare la richiesta di rimborso. 
Un “disturbo” che potrebbe far desistere alcune persone. Perché perdere del tempo, magari durante una settimana di lavoro, per riavere qualche decina di euro.

Luca Degrandi © Riproduzione riservata