Sabato 14 Dicembre 2019

Il Besostri al Comune? “La Fondazione è da liquidare”

  • Mede
  • 13 Luglio 2019

Il bilancio della stagione del teatro Besostri è ancora in rosso. Il passivo di quest’anno ammonterebbe a 27mila euro. In attesa di capire in che modo risollevare i conti, che faticano da diverse stagioni, l’inizio della prossima rassegna slitterà a gennaio 2020. Non sarà più in autunno come sempre. 

Nei prossimi giorni verrà messa in liquidazione la “Fondazione teatro Besostri di Mede”. Un ente che, nonostante il nome, “fondazione” vera e propria non è mai diventato, rimanendo un’associazione che si occupa della gestione. Come riferisce la capogruppo di minoranza Antonella Bertarello (nella foto) dopo la commissione consiliare convocata appositamente, l’unico futuro probabile per garantire gli spettacoli sarà quello del teatro civico, gestito direttamente dal Comune. “Già il nostro rappresentante in consiglio d’amministrazione, Luca Brigada – aggiunge la Bertarello – ci aveva ampiamente informati dell’andamento dei conti e sul bilancio. Il consigliere Maurizio Donato, in commissione, ha ribadito la nostra disponibilità a trovare una soluzione al di fuori di ogni sterile polemica. È noto infatti come, da sempre, vi fosse da parte dell’opposizione una sorta di contrarietà al ripristino del teatro Besostri, non tanto per una questione ideologica, quanto per il timore, resosi poi manifesto, di non riuscire a mantenerlo in vita”. Le critiche non riguardano la qualità artistica delle proposte: moltissime date, come anche riconosciuto dalla minoranza, hanno dato lustro all’attività culturale medese, così come grande è stato il lavoro del gruppo “Amici del teatro”. 

“L’attività di un teatro è particolarmente onerosa e pure i teatri più rinomati, anche quelli che hanno al loro interno delle produzioni artistiche – prosegue la capogruppo di minoranza – sono in sofferenza e sopravvivono solo grazie al sostegno dei Comuni a cui appartengono. Al teatro Besostri sono mancante molte cose, ma la più evidente è quella di non essersi mai trasformato in Fondazione vera e propria, con i benefici, anche economici, da essa derivanti. Perché questo non sia mai successo bisognerebbe chiederlo a chi ha governato veramente il teatro. Già nel 2012, quando fui nominata in rappresentanza della Provincia di Pavia, mi dimisi dal consiglio di amministrazione circa dopo un anno, in aperta polemica con il fatto che poco o nulla si faceva per risolvere i problemi economici del Besostri. Già allora proposi di istituire un teatro Civico, il che avrebbe rappresentato maggiori vincoli gestionali, ma più solidità finanziaria”. 

Una proposta a cui ora, dopo sette anni, l’amministrazione starebbe dando attenzione per cercare di salvare il salvabile insieme ad altre possibili strade. La più probabile è quella che sia il Comune a subentrare direttamente nella gestione degli spazi. Ma, come confermato anche dal sindaco Giorgio Guardamagna, è presto per sbilanciarsi. “Direi che dobbiamo essere rispettosi delle singole competenze - aggiunge Guardamagna - e la Fondazione ha un suo organismo gestionale. Credo che, nonostante le nomine siano comunali, debba esserne interessata direttamente. Il Comune non può sostituirsi ad essa. Io avevo risposto già in modo formale dicendo quello che il Comune potrebbe fare per il futuro, considerando che appunto la Fondazione soffre per il continuo diminuire degli sponsor. Una delle ipotesi al vaglio è quella di gestione del teatro direttamente dal Comune, ma non è l’unica possibilità. Al momento direi che è prematuro avventurarsi in dichiarazioni ufficiali”.

Davide Maniaci © Riproduzione riservata