Sabato 07 Dicembre 2019

Il Battaglia perde Degrada, Liso gioca incerottato: impresa sfiorata

L’avversaria era una di quelle forti, che ai giocatori di esperienza dell’anno scorso ha aggiunto altri ‘carichi’ pesanti come l’ala Andrea Marusic, il lungo Federico Freri e l’ala-centro Matteo Clerici. Giusto per aumentare il tasso di difficoltà, Gallarate ha trovato un Penny Hidalgo stratosferico. Per non farsi mancare niente, poi, Mortara ha perso ben presto Degrada (nella foto), costretto in panchina da un risentimento inguinale. Il play titolare, Stefano Liso, dal canto suo si era insaccato un dito in allenamento e giocava con un vistoso cerotto. L’elenco delle disgrazie potrebbe fermarsi anche qui, ma alla lista si aggiunge il parziale ‘oscuramento’ del lungo Urbanovicius, che, sicuramente a causa della giovane età e dell’inconsistente esperienza, si è gravato dopo 4’ di due falli, il che ha imposto a Zanellati di toglierlo prudenzialmente dal campo e utilizzarlo con il contagocce.

Stanti queste premesse, sarebbe naturale attendersi un’epica sconfitta, con divario incolmabile, ma il Battaglia ha trovato nei suoi recessi una forza di carattere imprevista e caparbia, che l’ha portata a un soffio dall’impresa. Intorno al 9’ lo scarto era già importante (29-17), verso la metà del secondo quarto si è vista una prima, decisa reazione, iniziata con un assist di Pocius per Muzio (33-24), canestro su rimbalzo offensivo dello stesso Pocius (35-26), libero e successivo canestro ancora del ‘biondino’ lituano (35-29 al 17’). Dopo l’intervallo scende in campo un Battaglia galvanizzato, che trova la sua ispirazione in Mattia Sacchi in contropiede per il 47-40. A questo punto si carica anche Invernizzi, che sale alla ribalta con la tripla del 47-43. Si prosegue sul filo del -3/-4 fino alla bomba impietosa del folletto Hidalgo che riporta il vantaggio sul +9 per i padroni di casa (57-48). Il terzo quarto si chiude con errore di Sacchi, rimbalzo offensivo di Muzio che scarica a Urbanovicius per la tripla che riaccende la luce (57-53) a fil di sirena. Nell’ultima frazione, nuovo show di Sacchi, canestro, tentativo sbagliato e nuovo canestro che porta al minimo storico (64-63), Urbanovicius sigla il -1 (66-65). Quello sarebbe stato il momento in cui pigiare forte sull’acceleratore e chiudere i conti, ma le forze iniziavano sono calate e la squadra si dimostra davvero troppo corta per coronare l’impresa.

Nevina Andreta © Riproduzione riservata