Domenica 05 Luglio 2020

“Il 5G minaccia l’ambiente”. A Palazzo Cambieri il grido d’allarme sulle onde occulte

Non si vede, non si sente, non se ne parla. Ma l’inquinamento elettromagnetico c’è ed è un rischio concreto per la salute delle persone e dell’ecosistema. Ogni essere vivente è trapassato da parte a parte, infilzato da onde elettromagnetiche non naturali. E con lo sviluppo della tecnologia 5G ci sarà un aumento esponenziale di quello che, già oggi, è a tutti gli effetti un bombardamento continuo, pulsante e artificiale. Con effetti certi, talvolta drammatici e addirittura... occultati. 

A parlare di campi elettromagnetici, e dei rischi per la salute che essi portano, sono stati il dottore Federico Balestreri e il presidente “dell’Associazione italiana elettro sensibili” Paolo Orio. Due relatori competenti e informati che hanno catturato per quasi tre ore il pubblico numerosissimo stipato venerdì scorso nella sala conferenze di palazzo Cambieri. Così l’incontro informativo dedicato al 5G, la nuova tecnologia della telefonia mobile, organizzato da diverse associazioni ambientaliste è stato un successo. Tra i relatori anche Adriano Arlenghi e Bruno Pavesi, (comitato No Fanghi), Valentina Epis e Vania Franceschini.

Gli effetti dei campi elettromagnetici, come affermato dal dottor Federico Balestreri, sono noti sin dagli anni ‘50, ma l’influenza delle multinazionali delle telecomunicazioni su una buona parte della comunità scientifica ha permesso che il pericolo fosse nascosto sotto il tappeto. Come se fosse un granello di polvere rispetto agli enormi interessi economici. Autorevoli quotidiani internazionali e nazionali (come ad esempio “Il Fatto quotidiano”) hanno denunciato i legami tra controllati e controllori. Mettendo nero su bianco nomi e cognomi. Poi ci sono gli studi pubblici, quelli non finanziati dalle compagnie telefoniche. “Tutti gli studi indipendenti – aggiunge  Federico Balestreri - hanno riconosciuto l’effetto detto dello stress ossidativo provocato dai campi elettromagnetici. Un istituto americano ha fatto una ricerca di laboratorio i cui risultati sono identici a quello analogo, fatto in Italia, dall’Istituto Ramazzini. I ratti bombardati 19 ore al giorno, dalla nascita fino alla morte naturale, alle frequenze del 3G hanno sviluppato tumori cardiaci e celebrali. Persone, animali e piante sono giornalmente trapassati da parte a parte da onde che, non a caso, hanno la stessa frequenza di quella dei forni a microonde. Sono frequenze studiate apposta per penetrare e scaldare i liquidi”. 

Ora è in arrivo la quinta generazione, il cosiddetto 5G. Le prime antenne sono previste a Cergnago e Rosasco, ma l’invasione sarà totale, tanto che è programmato il lancio nello spazio di migliaia di satelliti. “La commissione scientifica europea - continua  Federico Balestrieri – ha valutato i rischi emergenti legati alla nuova tecnologia e ha dichiarato chiaramente che non c’è alcuna certezza di sicurezza. Il 5G può essere una minaccia non solo per la salute dell’uomo ma anche per gli ecosistemi. I promotori del 5G ci dicono che le frequenze, essendo millimetriche, non penetrano in profondità nell’organismo dell’uomo. Nel nostro corpo hanno una capacità di penetrazione di un centimetro soltanto. Quello che viene dimenticato è che la cute non è un vestito. E’ un organo vero e proprio che si occupa della sintesi di alcuni ormoni. Inoltre è anche l’organo più esteso dell’uomo”.

Attualmente la legge italiana prevede una blanda regolamentazione. Il limite attuale è di 6 volt metro. L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha aggiornato il suo rapporto nel 2014  suggerendo una soglia massima di 0,04 volt metro. Altrove, invece, i Governi sembrano essere maggiormente consapevoli. In Francia, ad esempio, la connessione senza fili ad internet è vietata nei luoghi dedicati all’accoglienza, al riposo e alle attività di bambini sotto i 3 anni di età. Ma non é tutto. Sempre in Francia il wi-fi nelle scuole elementari deve essere disabilitato quando non è in uso per scopi didattici.

In questo panorama molto preoccupante i cittadini si sentono cavie inconsapevoli. “Abbiamo appreso dal settimanale L’Informatore Lomellino – interviene Valentina Epis – dell’arrivo a Cergnago di un’antenna del 5G. Così, abbiamo scritto al sindaco per avere spiegazioni, ma nemmeno lui sapeva qualcosa. Invece abbiamo il diritto di conoscere la verità e tutti dovremmo essere consapevoli di ciò che viene deciso sulla nostra pelle. In assenza di una certezza incontrovertibile sulla sicurezza di questa nuova tecnologia è lecito attendersi una  presa di posizione da parte delle amministrazione locali. Che ovviamente non c’è stata. Chiediamo con forza la moratoria sul 5G, cioè la sospensione di ogni installazione”.

Intanto in televisione è già iniziato il circo ipnotico che spiega i vantaggi irrinunciabili del 5G. Ad esempio sensori sui pannolini che avvisano i genitori se il bimbo ha fatto pipì. E molte altre amenità simili. 

Luca Degrandi © Riproduzione riservata