Sabato 14 Dicembre 2019

I vigili di Vigevano bloccano alla Cattanea gang di spaccio via WhatsApp

Era WhatsApp, il noto programma di messaggistica per il cellulare, il nuovo “centro” per coordinare lo spaccio di droga gestito da zio e nipote. Le indagini della polizia locale di Vigevano e del nucleo operativo cinofili, hanno portato a un arresto e a tre denunce per spaccio. 
Gli agenti giovedì sono arrivati in una cascina diroccata alla frazione Cattanea. Cercavano una ventenne che ufficialmente risiedeva a Parona, ma che viveva con la sua famiglia dopo che la banca aveva pignorato loro la casa. Il cane antidroga ha trovato 5 involucri di marijuana che contenevano circa 3 grammi di droga, l’immancabile bilancino di precisione e altro materiale per confezionare le dosi. La ragazza era già stata identificata ad aprile dopo il ritrovamento, nella cavallerizza del castello di Vigevano, di mezzo etto tra marijuana e hashish. I testimoni avevano riferito che la 20enne aveva anche una pistola, che non è mai stata trovata e che lei aveva detto essere un giocattolo. Gli agenti avevano un mandato di perquisizione proprio per cercare l’arma. 
Dal telefonino della giovane sono stati trovati i suoi fornitori, un 25enne di Mortara (anche sul suo smartphone c’erano le “tracce” degli scambi illeciti) e un 20enne di Vigevano. Quest’ultimo vive con lo zio e col nonno. Proprio il nonno, alla vista degli uomini in divisa, ha riferito che il nipote era fuori città. Ma il fiuto infallibile dei cani ha fatto trovare due etti di marijuana divisi in 6 involucri, il bilancino e 300 euro in contanti proprio nella camera da letto dove dormivano lo zio e il 20enne, nelle scarpe, nell’armadio. Lo zio, 32 enne, pregiudicato, è stato arrestato, gli altri tre denunciati a piede libero. 

Davide Maniaci © Riproduzione riservata