Sabato 14 Dicembre 2019

I troppi misteri del 5G: venerdì gli ambientalisti riuniti a palazzo Cambieri

Da una parte una connessione veloce e una trasmissione dati senza intoppi, dall’altra nuove super antennone e onde ad alta frequenza. In mezzo i dubbi sugli effetti per la salute delle persone. Il tutto condito da un’abbondante dose di non detto e non spiegato. Però solo la conoscenza e l’approfondimento dei problemi può salvare la Lomellina dell’insediamento dell’ennesimo impianto che rischia di compromettere la salute dei cittadini. 

E per conoscere i pericoli collegati alla nuova tecnologia 5G le associazioni “No ai fanghi”, “Rifiutiamoci” e “Ora basta!” hanno organizzato un convegno per dare la parola agli esperti. L’appuntamento è fissato per venerdì 13 settembre, a partire dalle 21 presso palazzo Cambieri, di fronte al teatro. Una serata di approfondimento a cui dovrebbero partecipare i politici locali, tra i primi a fare spallucce e dire che non saperne praticamente nulla. “Quello che abbiamo capito sinora - spiegano gli organizzatori del convegno - è che il 5G è una nuova tecnologia di comunicazione mobile, che tra un paio di anni sarà diffusa in tutto il mondo e ci obbligherà a cambiare tutti i nostri telefonici diventati nel frattempo obsoleti. Conosciamo le possibilità che la nuova connessione renderà possibile intelligenza artificiale, pagamenti digitali, domotica e molte altre cose. Non si tratta di una semplice evoluzione della tecnologia di quarta generazione, quella che tutti usiamo oggi”. Questa è la confezione dorata dentro la quale viene presentato il 5G. Che, prima di tutto, è un affare da miliardi di euro. L’asta pubblica già avvenuta in Italia per assegnare i blocchi di frequenze ha generato per lo Stato Italiano un introito di diversi miliardi di euro, versati dalle principali compagnie telefoniche. I timori di cittadini, parlamentari e di una parte del mondo scientifico non ha lo stesso valore. In una recente udienza in Parlamento le conclusioni sono state che il 5G è solo un pericolo remoto per la salute, perché non ci sono evidenze scientifiche certe. 

“Queste affermazioni - dichiarano però i membri delle associazioni ambientaliste - non ci convincono, non vediamo applicato ad esempio il principio di precauzione, un principio cardine. Vediamo la preoccupazione di molti medici che sostengono argomentando che il 5G potrebbe essere un esperimento senza rete sulla salute di tutti. Saremo immersi in un mare di onde elettromagnetiche che andranno a sommarsi a quelle del 3G e 4G esistenti. Dicono i medici che oltre ai rischi oncologici, ci possono essere danni sull’apparato riproduttivo, sulle alterazioni ormonali, di tipo neurologico e metabolico. Insomma saremo cavie di uno dei più grandi esperimenti che si stanno facendo al mondo. La nostra prima preoccupazione inoltre è per i bambini, più vulnerabili alle radiazioni elettromagnetiche”. Per saperne di più c’è la serata di venerdì 13, a palazzo Cambieri. Al convegno parteciperà il fisico Andrea Grieco, Federico Balestreri dell’Associazione medici per l’ambiente, Paolo Orio presidente dell’Associazione italiani elettrosensibili, Fiorella Belpoggi (in video) responsabile dell’Istituto Ramazzini  e Valentina Epis, cittadina di Cergnago. “Chiederemo – concludono gli organizzatori -  alla Regione Lombardia di promuovere una commissione regionale sanità/ambiente per monitorare le ripercussioni dei campi elettromagnetici sulla popolazione e sull’ecosistema. Chiederemo ai Sindaci dei comuni di Cergnago e di Rosasco,  in qualità di massime autorità sanitarie e ufficiali di Governo di adottare un’ordinanza urgente, per far sospendere la sperimentazione del 5G sul territorio amministrato, in attesa di certezze  scientifiche, nel nome del principio di precauzione e della salvaguardia del diritto alla salute dei suoi cittadini”.

Luca Degrandi © Riproduzione riservata