Mercoledì 23 Gennaio 2019

I talenti della robotica sono di Napoli ma la prof ora insegna informatica e fisica all’Omodeo: è Marta Corà

In questi giorni non si parla d’altro. Sono tre ragazzi di Napoli, definiti piccoli geni, in gara nella competizione internazionale di robotica “Zero Robotics”. Una competizione in cui, esattamente tre anni fa, l’Italia si è contraddistinta, portata alla vittoria da un team di Bassano del Grappa. L’insegnante che nel 2015 ha accompagnato i sei ragazzi alla vittoria ora è docente di informatica, matematica e fisica al liceo Omodeo di Mortara. 
Marta Corà è un vero orgoglio per la nostra città. Tra le tante informazioni, quella che meglio può raccontare la competizione è proprio lei. 
“Zero Robotics – spiega l’insegnante Marta Corà – è una gara di robotica rivolta agli studenti delle scuole superiori e promossa dal Politecnico di Torino insieme con l’Agenzia Spaziale internazionale e la Nasa. Nella prima fase gli studenti, divisi in squadre a seconda della loro scuola di appartenenza, devono programmare il movimento di micro-satelliti, detti “spheres”, in vista della sperimentazione nell’agenzia spaziale internazionale, secondo il linguaggio di programmazione ad alto livello C++. A questo punto le varie scuole di uno stesso Paese (nel nostro caso l’Italia) competono tra di loro e i vincitori possono passare alla seconda fase, quella internazionale. Ciascun team viene associato con un altro appartenente a un diverso Paese, con il quale, comunicando via Skype, deve stabilire un interscambio per la creazione del programma. La terza fase vede l’incontro dei vari team, quelli europei in una sede europea e quelli americani in una sede americana. Qui avviene una sorta di simulazione nello spazio tridimensionale in cui dalla Terra vengono lanciate le spheres nella stazione spaziale internazionale. Queste non devono collidere l’una con l’altra né lasciarsi sopraffare dagli altri corpi presente, come fossero asteroidi, ma devono scattare più fotografie possibili a un elemento prestabilito”. 
Non sembra facile e, soprattutto, non lo è. È una gara molto lunga, che accompagna i team dai primi di giugno fino alla finale nel gennaio dell’anno seguente. Nel 2015 l’Italia è salita per la prima volta in assoluto sul podio degli Zero Robotics per merito di sei ragazzi del liceo Brocchi di Bassano del Grappa e della loro insegnante, Marta Corà. Un vero onore per il nostro Paese. L’insegnante, vicentina di origine, ricorda con piacere l’anno della competizione, in cui ha visto un progresso sia dal punto di vista formativo che umano nei ragazzi. 
“Nel 2015 – racconta l’insegnante Marta Corà – mi sono trovata a insegnare al liceo Brocchi di Bassano del Grappa. Quando ho scoperto l’esistenza di questa competizione ho subito coinvolto i miei alunni e si è formato un gruppo di lavoro su base volontaria. Per il lavoro di programmazione servono conoscenze ad alto livello di informatica, matematica e fisica, per cui ho cercato di fornire tutti gli insegnamenti necessari ai miei studenti. Dopo aver brillantemente superato la prima fase nazionale, siamo stati associati a una squadra americana per l’interscambio. I ragazzi non si sono lasciati vincere dall’ostacolo della lingua e si sono impegnati giorno e notte, anche per colpa del fuso orario, per comunicare e lavorare insieme ai quattro coetanei americani”. La squadra italiana ha poi partecipato alla finale volando ad Amsterdam e conquistando il podio. Da lì l’eco è stato inaudito. 
“Si è acceso un certo interesse per la competizione a livello nazionale, anche dove prima mancava – osserva l’insegnante del liceo Omodeo – ci è stato dedicato un articolo dal “Corriere della Sera” e siamo stati invitati come ospiti alla trasmissione “Porta a Porta” di Bruno Vespa. Sono contenta di aver potuto accompagnare i ragazzi in questo percorso, condividendo con loro emozioni e acquisendo io stessa nuove conoscenze”. Zero Robotics è quindi prima di tutto un’esperienza formativa e grazie all’insegnante Marta Corà si può dire che anche Mortara ne sta facendo un po’ parte.

Michela Poni © Riproduzione riservata