Giovedì 18 Luglio 2019

I numeri di Confindustria confermano. Siamo la pattumiera lombarda

Tra le eccellenze pavesi ne spicca una in particolare: la termovalorizzazione del territorio. E con i nuovi forni a Parona e Corteolona il primato del rudo non  può che essere consolidato. Il record pavese è scritto nero su bianco anche nel rapporto, intitolato “La competitività del territorio pavese nel sistema metropolitano regionale”, presentato all’assemblea generale di Confindustria Pavia lo scorso 17 giugno. Confindustria conferma: la specializzazione del territorio è l’incenerimento dei rifiuti.

Così, dopo gli allarmi lanciati da associazioni, comitati e cittadini, anche altri e più “influenti” soggetti mettono in evidenza le criticità ambientali del territorio. Un territorio ferito e sotto assedio. Altro che terra del riso. I primati sono altri. Dall’uso sproporzionato di fanghi all’incenerimento dei rifiuti, dai prodotti chimici impiegati nei campi all’inquinamento generale di acqua, aria e terra. C’è di tutto. Tanto che Confindustria, nel suo rapporto, conferma: “gli elementi di vulnerabilità in campo ambientale – è scritto nel rapporto - vedono costantemente la provincia di Pavia nelle retrovie, con valori distanti dalle altre provincie lombarde e della Bassa Padana. Particolarmente critici appaiono i dati riguardanti alcuni indicatori di stato e pressione (inquinamento atmosferico, consumi idrici, produzione rifiuti urbani, consumi energia elettrica) ma anche la mancanza di performance di eccellenza nei principali indicatori di risposta (raccolta differenziata, diffusione pannelli solari, piste ciclabili, verde pubblico, raccolta differenziata)”. In altre parole, non solo la provincia è terra di conquista delle lobby economiche che fanno affare con i rifiuti, ma la politica locale non è capace di dare risposte e di mettere in campo una strategia ambientale degna di questo nome. “Sul fronte della gestione a valle – recita ancora il rapporto di Confindustria -  di particolare significatività appare l’attività di incenerimento rifiuti che vede i quantitativi pro capite per la provincia di Pavia al vertice regionale, addirittura al di sopra del valore di Brescia. Ci si trova di fronte, da questo punto di vista, ad una vera e propria specializzazione territoriale, con importanti implicazioni imprenditoriali ed economiche, ma con altrettanto evidenti ripercussioni da punto di vista delle pressioni ambientali dirette (emissioni degli impianti) ed indirette (in termini di traffico indotto)”. 

Per non parlare della pressione generata dall’utilizzo di input chimici in agricoltura, ove i valori pro-capite della provincia di Pavia sono al vertice dei valori regionali per tutte le sostanze fertilizzanti e per i principi attivi di sostanza fitosanitaria utilizzata. “Per quanto i dati pavesi scontino - precisa il rapporto - la particolare vocazione agricola del territorio e la bassa densità abitativa, essi risultano comunque al di sopra di tutte le altre province della Bassa Padana lombarda per cui sono riscontrabili caratteristiche simili, individuando una tematica a cui va certamente guardato con spirito critico”.

Luca Degrandi © Riproduzione riservata