Sabato 15 Giugno 2019

I giudici, gli assassini e le scuse

  • -
  • 10 Aprile 2019

Direttore oltre la beffa il danno, il responsabile della Corte d’ Assise di Torino dopo la figuraccia di m.... ed aver chiesto scusa (scusa di cosa che se ti ammazzavano tuo figlio avresti chiesto la deroga ad infliggere la pena di morte).

Al giudice che forse pensa di raccogliere i consensi sinistri, chiedendo scusa alla famiglia del ragazzo ammazzato senza motivo ai Murazzi, rispondo affermando che la storia non può essere monopolio della sinistra. Il giudice deve assecondare e condividere la legge. Ma se il giudicenon ferma un delinquente, quindi a modo suo è un co - mandante c’è da vergognarsi. Conoscendo il citato che tirerebbe fuori più di ogni scusa. 

Vergognoso far finta di non sapere che il problema è risolvibile da uno studente di scuola secondaria, basta costruire a fregio delle esistenti nuove case di educazione.

Poi prima delle consegne un paio d’ anni il concorso per polizia penitenziaria al fine di avere con nuove costruzioni che avrebbero a fare stare bene i detenuti. Che bello spazio ai colpevoli, strutture nuove, lavoro, nuovi posti per dipendenti statali..,....cosa volete di più???
Invece no, il giudice risorge, “venite a vedere come lavoriamo”. Allora tutti li immaginiamo questi giudici davanti a dei alti forni che altro non sono che plichi con poca solerzia gestiti, scarpe infortunistiche per riparare i loro alluci dottorati da una caduta accidentale delle risme o pratiche li accavallate. Poveracci come chi davanti agli alti forni a lavorare (???) comodi a succhiare l’aere dei condizionatori che noi paghiamo, poi vanno in mensa a mangiare le scatolette k, con scorta per la consorte che fa la spesa, ma non si vergogna a pensare a come lavorano gli operai in Italia, 80 anni fa costui sarebbe stato trasferito all’isola della Maddalena... forse si stava meglio...... 


Caro Destro, ti diverti a giocare a nascondino con i lettori. La notizia che tu commenti duramente riguarda un ragazzo ucciso a Torino da un personaggio che doveva essere in galera e invece era in giro per problemi di “comunicazione” interna alla Giustizia. E dunque si torna su un tema antico per la Penisola, afflitta da un sistema giudiziario allo sfascio. Attenzione, non lo dico io ma lo dice Piercamillo Davigo, presidente del Consiglio superiore della Magistratura, che ha recentemente presentato (due volte anche in Lomellina) il suo volume “In Italia violare la legge conviene”. Ricordo che Davigo è stato un protagonista di “Mani pulite”.
In questo caso il problema si sdoppia. Da una parte il sistema giudiziario che ha talmente tante falle da permettere che un condannato uccida, come successo a Torino. Dall’altra la persona, il giudice, che porta con sé i propri pregi e i propri difetti, solo che dalle sue scelte dipende l’esistenza dello Stato, non solo di chi è affidato al suo giudizio. Dunque se nel secondo caso non si può fare nulla, perché ci sono imbecilli tra i giudici come tra i giornalisti, i medici o gli operai, nel secondo caso è un sistema giudiziario che provoca il fatto che “In Italia violare la legge conviene”. E questo è molto grave.
Tu aggiungi una terza visuale che è quella del rapporto tra merito e riconoscimento del lavoro e sottolinei, a modo del Destro, come i privilegi che i giudici hanno, al limite della casta, dovrebbero tradursi in capacità ed efficienza. Sbaglio? 
Hai ragione, di certo un operaio che lavora in altoforno e deve rispondere dei ritmi di lavoro imposti dalla ditta non ha tempo di baloccarsi in scuse un po’ comiche per giustificare i propri errori. Anzio, se sbaglia lo sbattono in mezzo alla strada.
Ma il problema è che i giudici sono un  tassello strategico in uno Stato soffocato dalla corruzione, uno Stato in  cui che la Giustizia non funzioni fa comodo a chi comanda e è abituato a violare la legge senza finire nelle sue reti.
Parliamoci chiaro, nulla è casuale e dunque se “In Italia violare la legge conviene”, per dirla alla Davigo, significa che così si è voluto da chi ha potuto decidere che razza di Giustizia ci vuole da noi.
Ma non basta, in questo sistema così voluto, pare poco probabile che un giudice imbecille possa essere messo in condizione di non nuocere. 
Io mi ricordo mille casi di giustizia ingiusta, di sentenze buffe, di titoloni sui giornali. Basterebbe citare le recenti mini condanne per assassini della propria moglie o compagna (scusa se uso un termine del genere con te!) ma non mi pare che quei giudici siano stati mandati a spasso, Come non ricordo medici che hanno macellato un paziente che siano stati messi in condizione di non nuocere. O solo appena sgridati un  pochino...
Certo, ricordo invece tanti operai morti sul lavoro perché costretti a lavorare in modo pericoloso. Ricordo gli operai mandati a spasso perché avevano criticato scelte aziendali.
Ma vedi caro Destro, tu pensi a un mondo che non c’è più da un pezzo. Tu pensi al mondo in cui bonificavano le terre e poi le assegnavano alle famiglie bisognose. Un mondo in cui chi era condannato andava in prigione. Scusa Destro, ma guarda che non succede più. 
Noi che trattiamo le notizie di cronaca nera vediamo gente che è stata denunciata per spaccio e che il giorno dopo torna a spacciare. Ci sono ladre dei supermercati (per carità non farmi dire alcune etnie!) che hanno ricevuto decine di denunce e ogni santo giorno vanno a rubare nei supermercati.
Se l’assassino di Torino non avesse ucciso invece di non essere in galera nessuno se ne sarebbe accorto. Aggiungo il dubbio che ci siano altri nella sua stessa situazione di condannati che se ne vanno in giro in totale libertà. Un dubbio, permettimi, totalmente lecito, dato che il giudice di Torino spiega come quel caso sia facilmente giustificabile. Insomma comprensibile, in fondo quasi normale. Sbaglio?
D’altra parte quante decine di potenti sono rimasti impuniti grazie alla giustizia che non funziona in Italia? Non voglio citare il solito tizio, ma guarda ai personaggi di rincalzo, ministri, assessori, sindaci, tirapiedi, portaborse, affaristi, sciupafemmine, amministratori condominiali. Hai presente?
Colpa di qualcuno? Colpa di tutti? Io credo che in fondo dalle nostre parti va bene così. Si è raggiunto un equilibrio di fatto in cui il delinquente sfida la sorte. Può finire nei guai, oppure no. 
Può essere vittima di se stesso oppure restare a galleggiare nella propria melma. Dai, Destro, basta guardarci attorno. Vedi, tu sei davvero tremendo e in realtà parti dal fattaccio di Torino per ricordare che un’altra Giustizia è possibile, una Giustizia giusta, con giudici che non siano una casta di strapagati per stare muti dentro al sistema, con presidenti regionali che non siano condannati a fine carriera dopo aver rubato di tutto, ma siano beccati e disattivati prima delle estreme conseguenze.
Quella Giustizia però oggi non c’è, perché oggi “In Italia violare la legge conviene”.
Giovanni Rossi
Il destro (Livio Antonelli) © Riproduzione riservata