Martedì 25 Giugno 2019

I dati Arpa e il dramma ambientale di Mortara

Come cittadino mi chiedo a cosa serve ARPA, in specifico il dipartimento di Pavia. I Comuni hanno finanziato il “Progetto Parona”, era stato detto che serviva per avere un quadro più chiaro della situazione industriale di Parona, l’analisi del progetto ha portato a dubitare dei risultati perché gli stessi dati Inemar su Parona configuravano una realtà diversa rispetto alle conclusioni di ARPA.  

Le motivazioni che hanno dato sui presunti dati “Patacca” che sembravano errati sulla SIT aggiungono dubbi anche sulla realtà industriale di Mortara. Arpa (dipartimento Inemar) dice che i dati di Mortara sono esatti e lo conferma con un grafico ma precisa che nella consultazione pubblica non forniscono il dettaglio specifico sulle aziende. 

Non penso che il Sindaco di Parona sia tanto sprovveduto da verbalizzare in una seduta della Consulta per l’Ambiente che questi valori sono riferiti al contributo della SIT e che questi dati sono stati corretti alla luce delle effettive caratteristiche tecniche dell’impianto, rivelando emissioni di PM10 pari a circa 140 tonnellate / anno (erroneamente stimate a 20 t/a nel 2012), contro le 11 complessive di tutte le attività industriali di Parona. Questo dato coincide allo stesso valore visualizzato sul grafico sul PM10. 
Per cui se la SIT inquina da sola come dieci volte la somma di tutte le industrie di Parona (che ha cinque impianti IPCC ad alto impatto ambientale soggetti ad AIA), come mai non fanno niente per arginare un fenomeno rilevante ad alto impatto sanitario e ambientale come questo?
Sono un membro della commissione dell’inceneritore, il tecnico comunale più volte ha chiesto a Lomellina Energia se investiva su un filtro di tecnologia più avanzata in grado di abbattere gli NOx e il PM10, l’azienda ha sempre risposto che essendo sotto i limiti autorizzati, al momento non è stato preso in considerazione un investimento economico non irrilevante come questo, per cui mi chiedo riguardo a Mortara, come mai nessuno ha mai pensato di imporre all’azienda che inquina cosi tanto dei filtri che possono ridurre le polveri sottili di 20 volte il valore stimato come avviene per l’inceneritore di Parona?
Questo impianto stando al grafico che mi hanno mandato inquina solo lui l’80% di tutti gli inquinanti di Mortara ed equivale al 9,1% della combustione industriale dell’intera Lombardia.
Di fronte a tanto inquinamento mi chiedo se questa non è una presa in giro per i cittadini, impongono limiti al traffico delle auto diesel quando basterebbe limitare una sola caldaia di combustione industriale per avere con certezza risultati migliori. Tutto questo per un cittadino appare incomprensibile, a loro si applicano norme sempre più restrittive come il controllo dei fumi delle caldaie o delle marmitte, divieti di bruciare legna, limiti alla circolazione senza ridurre le tasse del bollo, mentre una singola azienda può tranquillamente produrre 143 t/a di Polveri Sottili che è un’enormità.
Se Parona con cinque impianti IPCC ha una configurazione industriale per considerarlo il paese (non la città) più inquinato d’Europa (sfido a trovarne uno peggiore con pari dimensioni e abitanti), Mortara se inquina dieci volte la somma di tutte le industrie di Parona, potrebbe presto diventare la città più inquinata del mondo.  Continuo a pensare che solo Parona abbia una realtà preoccupante perché tutti gli studi fatti finora lo confermano, mentre su Mortara continuo ad avere dei dubbi, sarebbe una follia se fosse vero e nessuno si da fare per ridurre l’inquinamento, per garantire un ambiente più vivibile e salutare non solo per la Lomellina.  
Anche lo studio Parona è stato criticato, questo caso è simile, ma preferirei sapere che hanno fatto un errore a inserire i dati, altrimenti la situazione è peggiore di quello che uno può immaginarsi, speriamo che anche questo caso non diventi un “nulla di fatto”. 
Come ambientalista mando questo comunicato anche a Roberto Cenci del M5S in regione perché possano capire come stanno realmente le cose. 
A me sembra che il mondo stia girando alla rovescia.


Stimato signor Soffritti, il dato diffuso da Arpa, e ribadito con una lettera estremamente chiara inviata al nostro giornale, non ha  alcun motivo per essere confutato. Dunque Mortara sale tranquillamente al ruolo della città più inquinata del pianeta.
Non un campanello d’allarme ma una fragorosa sirena che deve a questo punto essere spiegata dagli ambientalisti lomellini e mortaresi in particolare e soprattutto dalla giunta mortarese del sindaco Marco Facchinotti, che si trova a fare i conti con una situazione drammatica, se non catastrofica, come dimostrano i dati dell’ente regionale predisposto a vigilare sull’ambiente.
Bene ha fatto lei a sollecitare un intervento dell’intera politica lombarda, che deve farsene carico.
Giovanni Rossi
Renato Soffritti © Riproduzione riservata